… dell’uscita didattica.
Ve l’abbiamo raccontato: quando siamo andati in uscita didattica non riuscimmo ad andare ad Andreis perché piovve a secchiate e grandinò. Ci eravamo comunque promessi che saremmo andati, prima della fine dell’anno, a “finire la gita”. Così domenica…
Domenica mattina la maestra Francesca riuscì ad arrivare in ritardo: non sospettava assolutamente che, visto il tempo avverso, un manipolo di coraggiosi, capitanati da due intrepide famiglie campermunite, avessero colonizzato l’area pic-nic di Andreis già dalla sera prima, e avesse eroicamente deciso di sfidare comunque sfortuna ed intemperie.
Arrivò portandosi dietro una pioggerellina fitta fitta e fastidiosa
. Non importa: sarebbero bastati dei cappellacci, qualche ombrello e dei K-way per entrare nel greto del Susaibes.
L’avventurosa esplorazione del torrente ha portato i suoi frutti: Il papà di Milly individuò uno stupendo liscione di faglia e il papà di Nikka trovò un esagerato fossile di megalodonti (conchiglie bivalve)
La fortuna premia gli audaci!

La linea Barcis Staro Selo e le nostre montagne
Nell’area di Andreis è infatti particolarmente evidente un’importante faglia chiamata sovrascorrimento periadriatico: formazioni dolomitiche e calcaree più antiche, a causa di una intensa azione tettonica, sono sormontate su rocce di origine diversa (calcari, arenarie e argille) di età più recente. Il movimento si sviluppa lungo una netta linea di frattura, lunga un centinaio di chilometri, qui riconoscibile nei pressi del Col de Crous e all’interno della gola del torrente Susaibes.
Ma non solo spiagge fossili, specchi di faglia, ma anche la fornace, le briglie, le Aquilege di Einsele (
protette!) garofani di monte ed equiseti . Non abbiamo raggiunto l’Aghe di Muscle: pioveva davvero troppo e già l’aver superato la seconda briglia era già stato pressoché eroico!
Ci siamo bagnati con dei pulcini però!
Quando siam tornati per pranzo
la fame era così tanta che ci siamo spazzolati tutto! Proprio a pranzo smise di piovere, tanto da darci l’idea di raggiungere a piedi anche l’area avifaunistica e proseguire per la chiesetta di San Daniele nel pomeriggio.
Crediamo anche d’aver visto una coppia di aquile girare sulle pendici del Raut (un etologo le avrebbe riconosciute senz’altro sia dalla silhouette che da come volavano: ci sarebbe voluto Francesco con noi!)
Gli impavidi montanari, al rientro della faticosa escursione pomeridiana (dal parcheggio alla cima del San Daniele ci son ben… 200 metri di dislivello!), accaldati e soddisfatti si sono buttati dentro al torrente Alba!

L'altra metà della gita!
Il torrente Alba deve il suo nome dal latino albus: ”bianco”, limpido”… ma domenica pareva un’acquitrino dopo il bagno!! (mi credete? li abbiamo dovuti rincorrere per farli uscire dall’acqua!). E’ stata una giornata fantastica e ringrazio qui tutti i genitori che hanno offerto la loro incredibile disponibilità per renderla tale ed indimenticabile per i ragazzi (ed anche per noi!). Grazie ancora di cuore!
Mae Franci