Il prefisso arbitrario
“Un modo di rendere produttive, in senso fantastico, le parole, è quello di deformarle.
Lo fanno i bambini, per gioco: un gioco che ha un contenuto molto serio, perchè li aiuta a esplorare le possibilità delle parole, a dominarle, forzandole a declinazioni inedite; stimola la loro libertà di “parlanti”, con diritto alla loro personale parole (grazie, signor Saussure)[1] ; incoraggia il loro anticonformismo.”Gianni Rodari “Grammatica della fantasia” 1973, Einaudi
Stavamo ripassando i suffissi e i prefissi dei nomi. Andava davvero “in discesa”, leggere le avventure di Giovannino Perdigiorno ne “Il paese con l’ esse davanti” [Vuoi leggerla? Clicca qui]. Da qui prendere la rincorsa per poi spiccare un volo fantastico, come da un trampolino innevato: un attimo!
M. Bea Frescamora Mc Banny
[1] Rodari, qui si riferisce a Ferdinand de Saussure.
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