Tutto ebbe inizio a causa di Giovannino!

Il Laboratorio delle Libere Parole comparve per la prima volta in un cartellone coloratissimo con buffi disegni e striscioline a vari fonts, che è ancora là, appeso nell’atrio della bella casetta che ospita gli allievi più piccoli, nel plesso di Rorai Grande.

Prendendo spunto da una filastrocca di Rodari i ragazzi dovevano trovare parole in rima dei mille oggetti che andava perdendo Giovannino ogni giorno e con quelle comporre una frase.
Era un gioco ideato anche per evitare che la cassetta azzurra nella quale conserviamo gomme, matite, pennarelli, temperini, perduti e incapaci di ritrovare da soli i loro proprietari, finisse per pesare qualche chilo.

Trovate le rime e preparati i disegni, il passo successivo era scrivere le frasi in rima.
I ragazzi frequentavano la seconda, ed era tenero vedere le loro manine piccolissime, afferrare con decisione e tenacia gli enormi mouse dei computer. A sentirli ora, mentre si sporgono dalla sedia per chiedermi:

 – Lo formatto come voglio o lo devi convertirlo in html? — …o peggio
 – Te lo metto in condivisi o lo salvo in floppy? — per vederli poi ticchettare assorti sopra le loro tastiere, non sembra siano trascorsi solo due anni. 

Laude et Gaudio allora a Giovannino Perdigiorno, che nel suo girare vari paesi, è venuto a trovarci a Rorai Grande.

Giovannino Perdigiorno

Ha perso il tram di mezzogiorno

Ha perso la voce, l’appetito,

ha perso la voglia di alzare un dito,

ha perso il turno, ha perso la quota,

ha perso la testa, (ma era vuota),

ha perso le staffe, ha perso l’ombrello,

ha perso la chiave del cancello,

ha perso la foglia, ha perso la via:

tutto è perduto fuorché l’ allegria.

 

Manine

credici o no… siamo grandi così!

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