Ludolinguistica
Che cos’è la Ludolinguistica?
[...ommissis...] Maurizio Mosconi ha tratto dal numero 22 della rivista I Quaderni della Sibilla questo interessante spiegazione di Giuseppe Varaldo corredatata da esempi di grande interesse e spessore.
La Ludolinguistica è una forma di letteratura, essenzialmente a carattere giocoso, basata sul concetto di contrainte: con tale intraducibile vocabolo francese (che attualmente, anche perché racchiude e compendia in sé il significato degli altri due, viene preferito agli equivalenti nostrani restrizione e costrizione) si intende un ostacolo, per lo più di carattere linguistico, sintattico o grammaticale, che l’autore, sfidando se stesso a superarlo, liberamente e deliberatamente frappone allo sfogo della propria vena creativa.
Questo ricorso sistematico alla contrainte, come condizione preliminare e necessaria per produrre testi letterari di tipo sperimentale e creativo, venne a suo tempo teorizzato e codificato, nonché largamente messo in pratica, dal gruppo francese dell’OULIPO (acronimo di Ouvroir de Littérature Potentielle), che riuniva e riunisce letterati di varia estrazione, ma anche scrittori veri e illustri quali Perec, Queneau e il nostro Calvino.
Nel 1990 Raffaele Aragona, Ruggero Campagnoli e Domenico D’Oria hanno fondato in Italia, sul modello francese, l’OPLEPO (Opificio di Letteratura Potenziale), [...ommissis...]
Tra le varie possibili contraintes, ve ne sono alcune completamernte nuove e create ad hoc, ma anche altre ormai consolidate dal tempo e dall’uso, come quelle connesse col Tautogramma e col Lipogramma: si tratta di componimenti letterari in cui, nel primo caso, tutte le parole iniziano con la stessa lettera, mentre nel secondo si deve fare a meno di una singola lettera, ed è ovvio che non sarà la stessa cosa rinunciare a una “X” oppure a una “A”.
[...]Georges Perec pubblicò nel ‘69 un intero romanzo lipogrammatico, La dispari -tion, senza mai utilizzare la “E”: la scomparsa a cui il titolo allude è proprio quella di tale vocale, che nella lingua francese, ancor più che nella nostra, è frequentissima e pressoché insostituibile; ma la cosa più straordinaria è che il romanzo, accolto tiepidamente dalla critica al momento della sua uscita, venne giudicato alla stregua di una normale opera narrativa, poiché quasi nessuno, grazie all’abile funambolismo verbale dell’autore, si era accorto dell’artificio letterario su cui esso si reggeva!
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Per esemplificare il procedimento, prima concettuale e poi creativo, che l’elaborazione di un testo ludolinguistico per lo più richiede, mi soffermerò in particolare sui “Capolavori in sonetti monovocalici” contenuti nel mio libriccino All’alba Shahrazàd andrà ammazzata (Vallardi, 1993).
Si tratta in questo caso, come del resto immediatamente evidenziato dal sottotitolo, di una triplice contrainte: di tre guinzagli, per usare l’espressione di Stefano Bartezzaghi nella sua bella postfazione.
E questi tre guinzagli, onde meglio chiarire il concetto di sfida o di scommessa insito in tutta la letteratura creativa, possiamo immaginarceli, dal più facile al più difficile, come altrettante mie successive opzioni, le quali riducono progressivamente la disponibilità o, per meglio dire, la fruibilità di parole e frasi. Immaginiamo cioè che io mi ponga l’obiettivo iniziale di fare un semplice riassunto (o una parafrasi, o una parodia, o un “alla-maniera-di”) di un capolavoro letterario: ecco il primo guinzaglio, il quale tuttavia mi consente ancora possibilità quasi infinite e quasi infiniti approcci.
Per alzare il livello della sfida, decido allora che ogni riassunto dovrà essere in forma di sonetto e con metrica fissa: con questo secondo guinzaglio il campo linguistico-letterario si restringe di molto, ma sono ancora tante le differenti scelte possibili.
Occorrerà quindi erigere, scommettendo sul suo superamento, un altro e ben più alto ostacolo: ogni sonetto-riassunto dovrà essere composto utilizzando un’unica vocale. Ecco così che, per restringimenti successivi, sono infine arrivato al terzo e ultimo guinzaglio: il monovocalismo.
E se con esso lo “spazio” letterario a mia disposizione è divenuto ormai fortemente ridotto, in questo angusto ambito sarò però libero di operare a mio completo piacimento.
La libertà a cui aspira il ludolinguista consiste proprio in questo: costruire intorno a sé un recinto, per poi scorrazzare libero al suo interno!
[...ommissis...]
Giuseppe Varaldo (Beppe)
Articolo completo: Scrittura Creativa di Annamaria Manna
Esempi
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