Giovannino e gli uomini di zucchero e nel pianeta di cioccolato

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GLI UOMINI DI ZUCCHERO

Giovannino Perdigiorno, viaggiando in elicottero,
arrivò nel paese degli uomini di zucchero.

Dolcissimo paese! E che uomini carini!
Sono bianchi, sono dolci, si misurano a cucchiaini.

Portano nomi soavi: Zolletta, Dolcecuore,
e il loro re si chiama Glucosio il Dolcificatore.

Anche la geografia laggiù è una dolce cosa:
c’è il monte San Dolcino, la città di Vanigliosa.

Ci si mangia pan di miele, si beve acqua caramellata,
si mette la saccarina perfino nell’insalata.

“Ma almeno ce l’avete un pò di sale in zucca? No?
Allora me la batto questo paese mi stucca”.

IL PIANETA DI CIOCCOLATO

Giovannino Perdigiorno viaggiando in accelerato,
capitò senza sospetto sul pianeta di cioccolato.

Di cioccolato le strade, le case, le vetture, le piante,
foglia per foglia, e i fiori, invece, pure.

Di cioccolato i monti: gli alpinisti li scalavano,
ma non fin in cima, perchè se la mangiavano.

Di cioccolato i banchi della scuola e s’intende
che i ragazzi ci studiavano magnifiche merende.

Insomma, per farla corta, in quel paese raro
era dolce perfino il cioccolato amaro.

Giovannino,dopo un mese di fondente sopraffino, pensò:
“Se resto ancora divento un cioccolatino….
Magari divento un uovo con dentro la sorpresa….
Signori me ne vado, vi saluto, senza offesa”.

Le filastrocche sono state tratte da

“I viaggi di Giovannino Perdigiorno” di Gianni Rodari – ed. Einaudi

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