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Il terzo incontro è stato particolarmente interessante e curioso, siamo veramente andati in capo al mondo: nel Punjab!

Punjab

Attendendo di mettere on line le foto e i lavori, intanto potete godervi una serie di link di approfondimento.

In realtà sulla tradizione Sikh — qui a Pordenone conosciutissima perché la quasi totalità degli immigranti Indiani proviene dal Punjab — si trova veramente poco on line, in italiano.
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Terremo aggiornatissimo questo post: non perdetelo di vista.

sarinda

Il Sikhismo è una Religione Indiana relativamente recente, che si ispira ad alcuni principi dell’Induismo e dell’Islam.

Religione monoteista che crede nella necessità di amare e servire i fratelli. Non nega la credenza nella reincarnazione e degli effetti delle azioni sulle vite successive, e cioè il Karma. Il traguardo finale è di interrompere il ciclo delle nascite allo scopo di una congiunzione con il Creatore, Unico e Indivisibile. Sulla strada che porta a questa congiunzione l’individuo ha la possibilità di purificarsi conducendo una vita integra e onesta, superando il proprio egoismo e rinunciando ai vizi (come alcool, tabacco in qualsiasi forma, desiderio per cose o donne altrui, ecc).

Tutti gli esseri sono uguali davanti al Creatore, rifiutando così il sistema castale e la disparità fra uomo e donna. Infatti, le donne possono guidare la congregazione in preghiera. Anche il rapporto fra uomo e donna è di assoluta uguaglianza. Il clero non esiste perché le fede deve essere vissuta nel quotidiano e nella famiglia; ogni Sikh può leggere anche a casa sua, l’Adi Granth (il testo sacro del Sikhismo noto anche come Guru Granth Sahib), non c’erano quindi “né indù né musulmani, ma un solo unico Dio” sulla base di un Monoteismo Aniconico (senza immagini), come si può riscontrare nell’Islàm.

khanda Il Khanda, è il simbolo del Sikhismo, formato da 2 scimitarre, un pugnale a due tagli e un disco

Govind Singh, il decimo guru, vissuto duecento anni dopo il patriarca Nanak, lasciò scritte frasi come “Quando tutti gli altri mezzi si sono rivelati inutili, è giusto usare la spada” e diede ai suoi seguaci i simboli che essi portano ancora, tra cui il pugnale ricurvo che incarna la “natura d’acciaio” di Dio.
Questo simbolo, composto quindi da armi bianche vuole rappresentare senza dubbio la “virtù guerriera” e la potenza spirituale e temporale.

L’introduzione di questo simbolo (Khanda) risale al Decimo ed ultimo Guru dei Sikh, Govind Singh (1675-1708), uomo di grandissima cultura ed eccellente capo militare. Per le Loro indiscusse ed indiscutibili doti militari, molti Sikh prestarono servizio nell’Esercito Imperiale Britannico Anglo-Indiano e furono considerati fra le Truppe più fidate in quanto rimasero fedeli anche durante la rivolta del 1857. Molti fecero altresì parte della Polizia nei possedimenti britannici di Singapore ed Hong Kong. I Sikh portano come segno di appartenenza con la Comunità, un cognome comune “Singh”, che significa “Leone” (della Fede), il caratteristico turbante e le “Cinque K”, cioè:

1) Kés (barba e capelli mai tagliati, questi ultimi raccolti nel turbante);

2) Kanghâ (pettine in legno);

3) Kirpân (un piccolo pugnale che i Sikh annodano fra i capelli);

4) Karâ (un braccialetto di ferro);

5) Kaccha (pantaloni corti alle ginocchia).

I sikh nel mondo sono circa 18 milioni e vivono per lo più nella regione indiana del Punjab. Fuori dall’India, le più grandi comunità sikh si trovano in Nord America (Stati Uniti e Canada) e in Gran Bretagna. In friuli, senz’altro la comunità di Pasiano di Pordenone è la più grande!

Tempio d’Oro di Harimandir
 Parbar Sahib

Amritsar (Punjabi: ਅੰਮ੍ਰਿਤਸਰ)

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