M5C – India 2
Oggetti, luoghi sacri, oggetti e le 5 K del Sikhismo
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Il tempio — detto Gurudwara, è un luogo nel quale si deve entrare puliti e purificati, per questo il sikh si tolgono le scarpe ed eseguono le abluzioni rituali.
Nel tempio si prega ma anche si prepara il cibo per tutti e tutti mangiano insieme. Preghiera e pranzsi svolgono seduti a terra, tutti, dal fedele all’officiante, gli uomini, le donne e i bambini, i ricchi e i poveri, perchè davanti a Dio siamo tutti uguali. I Sikh sono vegetariani, non mangiano carne e nemmeno uova ma solo riso, formaggio, pasta di grano e non all’uovo, bevono acqua e latte e non alcolici |
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Questa sorta di pugnale lo si trova nel simbolo del Khandra |
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Il Khanda che ci ha portato Manjit. Manijt ci ha spiegato che é formato da due spade che rappresentano il ricco e il povero, un cerchio che rappresenta il mondo e una linea centrale che rapprenta il Dio che è unico per tutti. |
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Kirpân - un piccolo pugnale o una corta spada da portare sempre addosso. Il simbolo di bellicosità e di difesa dei deboli. Serve anche per tagliare la verdura durante le cerimonie e viene portato sia dalle donne che da gli uomini. I sikh battezzati sono obbligati a portarlo ovunque e in qualunque momento, all’altezza della cintola e generalmente in una custodia, il Gratra. |
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Kanghâ - il pettine di legno o avorio, simbolo di pulizia, utilizzato per la cura quotidiana della chioma. I capelli vengono raccolti in modo ordinato, a differenza della crescita «libera» e disordinata degli asceti induisti. Viene usato per trattenere i capelli sotto il tubante.Viene utilizzato sia dagli uomini che dalle donne. |
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Kesh — I capelli sono un dono di Dio, non devono mai essere tagliati, sarebbe un’offesa. Gli uomini, per questo, non si tagliano né i capelli né la barba, mai! Simbolo di santità, e vengono annodati in uno chignon, tenuti fermi con il Kanghâ e coperti sempre da un turbante. |
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Necklace — Porta simboli |
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Karâ - il braccialetto d’acciaio, simbolo di determinazione, rappresenta il controllo morale nelle azioni e il ricordo costante di Dio portato solitamente al polso destro. Usato anche per protezione contro il maligno e le malattie. |
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Gutka — libro sacro che contiene i passi principali del Libro Sacro per la fede quotidiana. |
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Kacch o Keshera — pantalone da indossare sotto le vesti, simbolo di integrità morale, dell’autocontrollo e della castità, portato anche dalle coppie sposate. |

Tutti gli uomini, che non si tagliano mai i capelli nè la barba, indossano in testa un turbante che si chiama dastar. La stoffa che serve per fare il turbante può essere di due/tre metri (quello piccolo) ma raggiunge anche gli otto metri per i turbanti da cerimonia! I ragazzi vanno a scuola con un turbante meno
complicato e che rimane più assicurato alla testa. La parola dastar deriva da un verbo in ligua punjabi che significa: torcere.
Le donne, invece, indossano un velo che si chiama dupatà. Mangjit, quand’ha cantato un pezzo sacro, s’è tolta le scarpe e s’è coperta il capo. E’ stata una cosa che abbiamo notato tutti.
Foto — Francesca Bomben — marzo 2007
Diritti riservati Terzo Circolo Didattico di Pordenone
Un ringraziamento ai nostri modelli: Genny ed Ennio!
















