Ed ora Cinema!

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che razza di storia Stavamo parlando di libri, di generi letterari e di cosa ci paccia leggere.

Leggevamo recensioni e presentazioni, seconde copertine e ci si buttava anche a proporre indovinelli (“vi leggo questo vediamo se indovinate, no non vi leggo i nomi dei protagonisti principali”). Abbiamo portato in classe i libri che più ci hanno fatto sognare e ne abbiamo parlato ai compagni, ad alcuni li abbiamo consigliati, ad altri no.

– No, Ad Ennio un libro che parla di leggende e di fate proprio no.

L’unità didattica successiva è nata con un gioco.

E’ un gioco che si fa in gruppo e che — son sicura — tutte le mamme e tutti i papà conoscono (magari perchè giocato “sottobanco”). Si gioca così:

acient TreOgni giocatore ha un foglio e una matita. Al primo giro ognuno scrive in cima al foglio un nome maschile, poi si piega il foglio in modo che non si possa leggere ciò che si è scritto e lo si passa al compagno alla propria sinistra. Il compagno di sinistra ci passerà a sua volta il suo foglio.

– Non è valido sbirciare!

Adesso si scrive un nome femminile e si ripiega… poi si scriverà cosa stia facendo la coppia, dove siano, che cosa il primo dica all’altro…

Insomma avrete senz’altro compreso quale fosse il gioco. Tanto per complicarlo un po’ di più, le richieste vertevano anche sulle professioni dei protagonisti e si poteva spaziare fra genere umano, animale e assolutamente fantastico (un’induzione al binomio fantastico). Svicolati da ogni possibile vincolo i ragazzi han dato il meglio di loro non sospettando che…

due sposi

… che da quei personaggi e da quei pochi dialoghi che facevano supporre incredibili e strampalate storie, divertenti e surreali ed apparentemente impossibili da far star in

piedi, manco con il cemento, ora dovevano davvero ipotizzare una storia!!

E dovevano anche farlo “in stile” recensione.

Così son nati libri, con tanto di autori, edizioni, collane e copertine studiatissime nei dettagli, e seconde copertine dai tratti incalzanti e pronte a rivelare, un po’, solo quel giusto, per far venir voglia di leggere la tutto quell’avvincentissimo libro. Quello che all’inizio sembrava impossibile da mettere insieme o da far star in equilibrio, pensa e ripensa, diventava una storia possibile, probabile, curiosa ma verosimile!

Non ci si era nemmeno ripresi dalle fatiche che la inesauribile perfidia della maestra aveva ben che in serbo qualcos’altro di assolutamente funambolico:

Avventure in amazzonia– Ora sapete quale sia la storia del vostro libro. Pensate che fortuna sfacciata: dopo aver sfondato il mercato con il vostro libro un produttore cinematografico vi chiama mentre scialacquate i vostri meritati guadagni in qualche parco giochi acquatico di qualche isola esotica, e vi chiede di far del vostro libro il soggetto per un film!Fantastico: ora si doveva lavorare per il soggetto e lo storyboard.

Quattro, scene, le prime quattro scene e lo studio della locandina.

– Il titolo del libro è troppo lungo? Studiamone un altro. Studiamo tutte le locandine dei film in uscita questo mese, come sono composte? Regista, attori, distribuzione. Leggiamo le recensioni per il lancio del film: sono accattivanti, non dicono tutto, son più incisive rispetto a quelle dei libri, perchè?

– Disegnate le prime quattro scene, prima le descrivete: che tipo di inquadratura volete fare, zummate con la cinepresa su cosa, su chi? E’ un esterno, in interno? E’ importante sia giorno oppure notte, scrivi le battute del protagonista.

Storyboard

Il lavoro — confesserò — ha impiegato parecchio tempo, ma è piaciuto parecchio, anche alla maestra, già! Purtroppo qui posso mettere solo poche immagini esemplificative: passate a trovarci e venite a vedere i nostri lavori.

Come è proseguito il lavoro? Con analisi di brevi filmati.

Brevi ma sorprendenti. In una scena di 7 minuti e 17 secondi di Mr. Bean abbiamo contato ottantadue cambiamenti di scena!

Mae Bea Frescamora Mc Banny

Gli studi grafici delle locandine sono di:
Geosveca Tatara

Francine S. Acegastosi
Genny Prieta Q.
Elia Ross Balto

Due scene dello storyboard:
Jobrin V. Lučo Kakà

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  1. renata scrive:

    “Purtroppo qui posso mettere solo poche immagini…”

    Protesto! Ci dobbiamo accontentare di queste belle locandine e di poche immagini? E no. Lo spazio in web è grande, quasi infinito. Perché non pensare a qualche ‘file’, a esempio in pdf, da poter scaricare?
    In ogni caso, complimenti a tutti voi. Siete bravissimi.

  2. Eh, Maestra Renata, hai ragione però.
    Potremmo mettere on line qualche esempio di recensione, seconda copertina e sceneggiatura.
    Vedremo di accontentarti!

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