Buon Natale da noi!
I ragazzi e le ragazze della classi seconde vi augurano
Gezur Krislinjden
(albanese)
Shuvo Naba Barsho
(bengalì)
Barka da Kirsimatikuma Barka da Sabuwar Shekara!
(hausa)
Afishapa
(ghanese)
Feliz Navidad
(spagnolo)
Sarbatori vesele
(rumeno)
Buon Natale
(Italiano)
Ӡ Новім Рокомі Ріӡдвом СRISTOVIM
(ucraino)
Bon Nadâl
(friulano)

Noi, ieri, in un momento di pausa delle prove
Un amico è qualcuno che sa la canzone nel tuo cuore, e te la può cantare quando ti sei dimenticato le parole.
Proverbio Nigeriano
Babouscka
C’era una volta una vecchia donna che viveva da sola nella sua casetta di tronchi al margine della foresta. La notte in cui nacque Nostro Signore era seduta sulla sua sedia a dondolo con una pesante coperta di lana addosso e fissava le fiamme che danzavano nel caminetto. Improvvisamente si sentì bussare alla porta. Di malavoglia si alzò e andò ad aprire;
le apparvero sulla soglia tré uomini con vesti regali che la chiamarono subito Babouscka, che in russo significa nonnina, e le dissero: «Stiamo viaggiando da molto tempo e veniamo da molto lontano. Ci siamo fermati nella tua casa per annunciarti che il Bambin Gesù è nato stanotte a Betlemme. Gli stiamo portando dei doni. Vieni con noi, Babouscka!».
La vecchina era ora incuriosita da questa storia, ma quando sporse un attimo il naso fuori dalla porta e sentì il gelo che spirava in quella notte, si ritirò al calduccio della sua casa e lasciò che i tré rè se ne andassero per la loro strada. Stava ormai per coricarsi, ma le parole che le erano state annunciate non la lasciarono dormire e ora rimpiangeva l’opportunità persa. Appena giunse l’alba si infilò la sua mantella di lana, il fazzoletto sui capelli e gli stivali da neve e partì con un cesto pieno di palline dorate, di giocattoli di legno, di ninnoli scintillanti. Andava a cercare il Bambin Gesù senza però sapere in quale direzione andare dal momento che si era dimenticata di chiedere ai tré rè dove fosse mai Betlemme.
Si dice che questa vecchietta sia ancora in viaggio e che nonostante tutti gli anni ormai passati a cercare, notte e giorno, in ogni angolo della terra non abbia ancora trovato il Bambin Gesù.
In Russia i doni li porta comunque Babbo Natale che qui viene chiamato Nonno Gelo. Si racconta infatti che sia esistito da sempre e che sia il padrone del gelo, della neve, della grandine, della pioggia e di qualunque maltempo porti con sé l’inverno. Accanto al presepe (verteb), la famiglia canta e prega. In alcuni villaggi si usa decorare all’aperto l’abete più grande. Anche gli animali domestici hanno il loro dono; un pane d’avena per i cavalli, un cosciotto d’agnello per il cane, un piatto di pescetti per il gatto.

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Ma la storia di Babouscka è la storia della Befana? E se sì, come si passa da questa storia a quella dei doni nella calza?