Pordenone. Genitori maleducati, e i nonni-vigile si dimettono

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Davanti alle scuole indisciplina e arroganza tanto che alcuni
volontari hanno preferito rinunciare all’incarico

di Susanna Salvador per Il Gazzettino
PORDENONE (28 GIUGNO) – C’è la mamma vestita all’ultima moda che dondola su trampoli da 14 centimetri; c’è il nonno orgoglioso con il nipotino e pure la zia che ben volentieri si prende la briga di dare una mano. Chi alla guida di un’utilitaria da città, chi dietro al volante di un enorme Suv che pare insultare l’aria o di un’auto senza tempo.
Una miscellanea di volti e motori che danno vita a tanti, troppi episodi alla dottor Jeckyl e mister Hyde, con un unico denominatore comune, la maleducazione. Episodi raccontati ieri dal comandante della Polizia municipale di Pordenone, Arrigo Buranel, durante la festa per il 138. anniversario di fondazione dei Vigili cittadini.

«Prestiamo ogni giorno servizio davanti alle scuole – ha spiegato Buranel – e siamo quotidianamente costretti a discutere con i genitori o i parenti che accompagnano i bambini. Vogliono parcheggiare le auto davanti all’ingresso della scuola, sulle strisce o comunque dove non si può, in dispregio alla buona educazione e si rivolgono a noi in modo non sempre gentile».

Il racconto di Buranel fotografa una realtà fatta di arroganza e poco senso civico, con la quale sono costretti a fare i conti anche e soprattutto i nonni vigile, uomini e donne volontari che aiutano i bambini ad attraversare la strada e che “osano” riprendere l’automobilista che sta per investirli o che ignora la paletta sollevata in aria. Sono sottoposti a quella che Buranel definisce «una continua campagna di delegittimazione», al grido di «tanto non mi può fare nulla».

Non mancano gli insulti, le parole poco garbate, la gestualità non di certo elegante nei confronti dei nonni vigile. Comportamenti ripetuti troppo spesso, che «provocano amarezza tra i volontari – ha detto il comandante della Municipale di Pordenone -, tant’è che alcuni di loro hanno rassegnato le dimissioni».

Ma il campionario di automobilisti maleducati comprende anche quelli che parcheggiano le auto sui marciapiedi, sulle piste ciclabili piuttosto che sui posti riservati ai disabili. E che sono tanti lo testimonia il numero delle violazioni contestate in questo frangente, sedicimila.
Buranel ha quindi parlato dell’impegno della Polizia municipale, della presenza sul territorio: «Il nostro compito è quello di vigilare per la sicurezza in collaborazione con le altre Forze dell’ordine».
Un “compito” sul quale si è soffermato il sindaco Sergio Bolzonello, lanciando strali alla politica regionale dell’assessore Federica Seganti (ma senza nominarla), pur grato della mole di finanziamenti avuti per la sicurezza: «Dobbiamo capire dove si va e dove si arriva perchè cadiamo nel ridicolo – ha detto il sindaco -. Non travalichiamo i compiti di Polizia o quelli dello Stato». Riferimento all’ipotesi di dare vita a una polizia regionale.

E poco prima Bolzonello, ringraziando il comandante Buranel, aveva sottolineato: «Voi siete vigili urbani, non dimentichiamo la nostra storia. Non siamo poliziotti e non dobbiamo scimmiottare nessuno».

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