Esercizi di stile
D’accordo: il titolo del post non è per nulla originale.
Non è velleità ma la simpatia verso il geniale scrittore, poeta, matematico, drammaturgo Quaneau, che mi ha fatto categorizzare questi primi esperimenti linguistici come “esercizi di stile”.
Cos’è un esercizio di stile?
E’ gioco linguistico.
Alla base di questo concetto fondamentale si trovano gli studi linguistici del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein filosofo ma anche maestro di scuola elementare.
Wittgenstein paragona il nostro linguaggio a una “vecchia città. un dedalo di strade e di piazze, di case vecchie e nuove e di case con parti aggiunte in tempi diversi…” e dà risalto all’uso vivo e in costante evoluzione del comunicare secondo un numero di regole incalcolabile e variazioni continue.
La lingua ha usi pressoché infiniti e infiniti contesti comunicativi: è quindi necessario valorizzarne la ricchezza e libertà.
Si può immediatamente comprendere l’importanza e il valore didattico di questi concetti per la formazione linguistica e umana degli alunni: più vario e ricco è il patrimonio linguistico di una persona più questa è libera e capace di comprendere ed esprimere la realtà circostante.
Calato nella quotidiana realtà scolastica questo significa che arricchendo il dizionario personale degli alunni e le loro capacità di usarlo correttamente, si potenziano contemporaneamente le loro strutture mentali, i loro ragionamenti, le loro idee e da ultimo il loro essere persona nel mondo.
I giochi linguistici da effettuare durante gli esercizi di stile hanno proprio come ambizioso obiettivo riuscire a sviluppare , almeno in parte, questo essenziale concetto.
Che cosa si mette in gioco?
- l’uso critico del dizionario: per creare gli effetti stilistici desiderati si devono apprendere ad usare il vocabolario in maniera appropriata e ci si deve soffermare sulla pluralità dei significati delle parole, sulle etimologie, sui sinonimi e contrari, sulle esemplificazioni della lingua, sui modi di dire , comprendendo i valori del patrimonio linguistico nel suo continuo divenire spazio – temporale
- l’ espressione del pensiero divergente: attraverso i giochi di parole, le combinazioni semantiche, le trasformazioni stilistiche, le trovate linguistiche, si dà libero sfogo alla creatività scoprendo la gioia del leggere e dello scrivere.
- la riflessione sulle funzionalità comunicative: imparare a comprendere come la poliedricità del reale possa essere raccontata con gli infiniti modi della scrittura e che la varietà del linguaggio con le sue molteplici intenzionalità può esprimere i mille volti di una medesima realtà.
A questo proposito ritornano alla mente le parole di Wittgenstein: ” …nel gioco degli scacchi quel che conta, non sono tanto i pezzi sulla scacchiera ma la loro disposizione”





