La scuola fallita
Con i tagli decisi dalla finanziaria del 2008, sono le scuole a doversi pagare le supplenze.
Lo stato non ritorna alle scuole nemmeno le spese ordinarie, né lo stipendio accessorio già maturato lo scorso anno scolastico.
Dirigenti Scolastici e personale sono costretti a fare i salti mortali per garantire la continuità didattica, come l’accorpare classi quando si assenta un insegnante (perché il personale è stato drasticamente ridotto passando sopra anche alle esigenze dei ragazzi con diritto al sostegno, le compresenze non ci sono più più e non ci sono fondi a sufficienza per chiamare supplenze esterne).
A Milano, il sabato, i lavori di manutenzione nelle aule, li fanni i genitori, che si improvvisano stuccatori e imbianchini.
A Rho al liceo, ci sono tetti con tegole in amianto, e le solite rassicurazioni su una loro rimozione.
Ma in Lombardia, la regione, da un bonus alle famiglie che iscrivono i figli a scuole paritarie.
Chi si può permettere, d’altronde, di pagare rette da 7000-8000 euro l’anno?
Ecco, in questi istituti il livello di didattita, i mezzi forniti agli insegnati, sono all’avanguardia.
Tutto bellissimo. Pagato anche con i soldi di chi ha i figli alla scuola pubblica.
Una lotta di classe al contrario.
Per chi non avesse avuto occasione di vedere la trasmissione di Riccardo Jacona del 14 febbraio, e la precedente, lascio qui i link.
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