La tecnica del colombino

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Un vaso realizzato con la tecnica del colombino

Grazie alla padronanza del fuoco, l’uomo del Neolitico circa 10.000 anni fa inizia a produrre manufatti in ceramica. I primi recipienti furono realizzati in argilla, una roccia sedimentaria molto comune presente allo stato naturale e prodotti a mano perché non era ancora conosciuto l’uso del tornio.
Le fasi di produzione erano due:

  1. la preparazione dell’impasto: l’argilla doveva essere ripulita dalle impurità con la stagionatura, la lavatura in acqua e la depurazione, per eliminare per le particelle granulose più grossolane.
  2. la modellazione della forma desiderata. I recipienti erano ottenuti avvolgendo a spirale i cordoni cilindrici di argilla, con una tecnica cosiddetta “a colombino”.

Dopo il modellamento, i manufatti erano lasciati essiccare, affinché perdessero l’acqua dell’impasto.
Successivamente erano sottoposti ad una fase di cottura che garantiva rigidità, stabilità e porosità all’argilla.
Si ritiene che le più antiche tecniche di cottura consistessero nel sistemare i vasi in aree delimitate o in fosse insieme al combustibile. In seguito furono realizzati veri e propri forni.

Purtroppo l’argilla l’avevamo terminata tutta ma abbiamo scovato, in fondo all’armadio, rimasto da quando facevamo le letterine in prima, del Pongo!

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