Il gioco del Senet

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Nefertari gioca a Senet

Il senet era un gioco da tavolo, considerato uno dei più antichi antenati del Backgammon. La sua storia inizia nell’Antico Egitto dove, sembra, fosse diffuso tra tutte le classi sociali, soprattutto quelle elevate. Questo è il gioco più antico conosciuto: è risalente al 3300 a.C.
Si gioca su una scacchiera larga 3 cm e lunga 10 cm; alcune caselle sono speciali.
Nella tomba di Tutankhamon sono stati ritrovati molti tavoli da gioco in legno e avorio, con cassetti per le pedine sotto la tavola.

Sono state ritrovate anche numerose tavolette di Senet parecchio più semplici, meno costose, e facili da portare in giro. Questo ci fa pensare che quando gli Egiziani si allontanavano dalle proprie abitazioni, presumibilmente, si portavano dietro il proprio Senet esattamente come oggi si può portare con se una piccola scacchiera, il backgamon, o una dama.

Senet ritrovato nella tomba del faraone Amenhotep III

La più antica rappresentazione grafica del gioco del Senet è, invece, presente a Saqqara nella tomba di Hesy (III Dinastia, 2686-2613 a.C.), ma molte altre raffigurazioni sono visibili in parecchie altre tombe e monumenti di varia destinazione.

I faraoni e le loro regine tramandavano alla loro progenie reale le regole del gioco insieme con le strategie più efficaci per battere gli avversari.
Il gioco è pensato per essere eseguito da due persone, è costituito da una scacchiera composta da 30 case, corredata da pezzi di varia forma e di numero e colore differenti. Questi pezzi venivano riposti in un cassettino ricavato all’interno della scatola del gioco stesso. Le pedine venivano spostate in base al lancio di alcuni bastoncini che sostituivano i dadi per determinare l’elemento casuale fondamentale per questo gioco.

Il Senet era sostanzialmente un gioco di velocità tra i due sfidanti:

Ognuno di loro era in possesso di sette pedine (o cinque, qualche periodo più tardi) di colore bianco o nero. Lo scopo era quello di completare le trenta caselle del percorso in maniera sequenziale, cioè dalla 1 alla 10, dalla 11 alla 20 ed infine dalla 21 alla 30. All’inizio del gioco, le pedine venivano disposte in modo alternato dalla casella 1 alla 10.

Per muovere le pedine, i giocatori erano in possesso di 4 tessere (bastoncini, astragali) con una faccia bianca ed una nera.


Per approfondire
Guarda qui la Conferenza-gioco organizzata in collaborazione con il Museo Archeologico di Pegli dedicata ai giochi degli antichi egizi, a cura del docente di egittologia dell’Università di Genova Giacomo Cavillier. Per l’occasione vengono recitati i passi del “Libro dei Morti”, trovato in molti corredi funerari dell’epoca, in cui si spiegano le regole del Senet, gioco astratto che permetteva alle anime dei defunti di accedere all’aldilà. I partecipanti si sono poi cimentati in prima persona con il Senet ricostruito da Elio Micco e Pier Paolo Rinaldi per il progetto che sta portando i giochi storici nei musei genovesi.
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