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	<title>Laboratorio delle Libere Parole &#187; racconti e Narrazioni</title>
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	<description>\"Creativa.mente\" Laboratorio delle Libere Parole, il Blog di scrittura creativa delle classi della maestra Francesca della Scuola Elementare Michelangelo Grigoletti di Pordenone</description>
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		<title>È bello</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 14:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e Narrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Preso lo spunto da una lettura tratta da Marmellata di Basilico di Guido Quarzo, i ragazzi si sono cimentati nel loro primo testo. Un testo che parlava di vacanze oramai distanti, ma da non dimenticare, di mare e di montagna. Questo lavoro è iniziato con un brain stormy e le idee — così — han [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Preso lo spunto da una lettura tratta da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Quarzo" target="_blank">Marmellata di Basilico di Guido Quarzo</a>, i ragazzi si sono cimentati nel loro primo testo.</p>
<p>Un testo che parlava di vacanze oramai distanti, ma da non dimenticare, di mare e di montagna.</p>
<p>Questo lavoro è iniziato con un brain stormy e le idee — così — han fatto presto a girare, fra un racconto, una sensazione, un ricordo, una nostalgia.</p>
<p>Questi testi che seguono sono un ensemble dei racconti che ho raccolto. La composizione delle frasi è casuale sperando di non far torto a nessuno&#8230; anche se, non pubblicarli per esteso fa un po&#8217; torto a tutti: sono stati bravissimi!</p>
<p>Quando e&#8217; bello per me? Quando i bambini cominciano a scrivere in autonomia e cominciano a mettere se stessi in quello che scrivono: è una gioia rara.</p>
<p align="right"><em>Francesca</em></p>
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		<title>La montagna è bella&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 14:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giochi di parole]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>è bello trovare un campo fiorito, è bello trovare i cavalli bradi e anche trovare le mucche, è bello accamparsi, è bello andare sull&#8217;Alpine Coaster, è bello vedere come si fa il formaggio, è bello andare con la mountain bike, è bello arrampicarsi ed andare in cima ai monti, è bello il panorama in vetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>è bello trovare un campo fiorito,<br />
è bello trovare i cavalli bradi e anche trovare le mucche,<br />
è bello accamparsi,<br />
è bello andare sull&#8217;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alpine_coaster">Alpine Coaster</a>,<br />
è bello vedere come si fa il formaggio,<br />
è bello andare con la mountain bike,<br />
è bello arrampicarsi ed andare in cima ai monti,<br />
è bello il panorama in vetta alla montagna,<br />
è bello trovare i fossili,<br />
è bello trovare le impronte di dinosauro,<br />
sono belle le cascate.</p>
<p>In Autunno è bello andare a raccogliere castagne e funghi<br />
ed è bello raccogliere noci e nocciole.<br />
Sono belle le escursioni ed andare nelle grotte.</p>
<p>D&#8217;inverno è bello sciare, è bello pattinare sul ghiaccio,<br />
è bello andare sulle seggiovie,<br />
è bello camminare con le ciaspole è fare snow-board<br />
è bello fare sci da fondo e girare con il bob,<br />
è bello scendere con lo slittino,<br />
è bello fare i pupazzi di neve.</p>
<p>Sono belli tutti gli animali della montagna</p>
<p><strong>ma</strong> non è bello quando&#8230;<br />
quando un cinghiale ti insegue o inciampi in un sasso,<br />
quando ti ritrovi un orso in faccia,<br />
quando perdi il sentiero,<br />
quando ti trovi in mezzo ad una valanga,<br />
quando fai camminate lunghissime,<br />
quando cade un fulmine sulla tua tenda,<br />
quando cadi dagli sci o stare sul ghiaccio quando fa freddo,<br />
non è bello quando sei in seggiovia&#8230; e ti cade una racchetta!</p>
<div style="text-align: center"><img height="294" width="294" title="cane sciatore delle libere parole 2" alt="cane sciatore delle libere parole 2" src="/images/sci.gif" /></div>
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		<title>È bello i mare quando&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 13:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giochi di parole]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>È bello vedere i delfini che fanno i tuffi e i pesci che nuotano, sono belli i granchi, è bello andare sui giochi gonfiabili, è bello fare i castelli più grandi di me e grandi buche nella sabbia, sono belle le montagne per le biglie, e le torte di sabbia, sono belli gli aquiloni, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>È bello vedere i delfini che fanno i tuffi e i pesci che nuotano,<br />
sono belli i granchi,<br />
è bello andare sui giochi gonfiabili,<br />
è bello fare i castelli più grandi di me e grandi buche nella sabbia,<br />
sono belle le montagne per le biglie, e le torte di sabbia,<br />
sono belli gli aquiloni,<br />
è bello giocare a tennis in spiaggia e ricoprirsi di sabbia,<br />
è bello stare distesi sopra il materassino e vedere il sole che scalda su nel cielo blu,<br />
è bello fare i tuffi dalle braccia di papà ed è bello nuotare fino alla secca,<br />
è bello fare le passeggiate,<br />
è bello resistere sotto acqua ed è bello il fondo del mare,<br />
è bello fare le gare di nuoto,<br />
è bello stare sul materassino e tuffarsi dagli scogli,<br />
è bello giocare con la palla in acqua e sono belle le onde giganti,<br />
è bello giocare con i cugini a parlare sott&#8217;acqua ed indovinare quello che si dice,</p>
<p><strong>ma </strong>non mi piacciono le meduse,<br />
non è bello quando mi va la sabbia nelle mutande,<br />
non è bello camminare sulla sabbia che scotta e neanche quando ti va la sabbia negli occhi,<br />
non è bello quando la mamma ti mette la crema in faccia,<br />
non sono belle le alghe negli occhialini quando nuoti e le conchiglie taglienti quando cammini,<br />
non è bello quando i cugini più grandi ti buttano in acqua, o la sorella ti prende per le gambe e ti spinge sott&#8217;acqua,<br />
non è bello quando non tocchi in acqua<br />
e quando sei rilassata sul materassino e un bambino tutto scatenato viene a bagnarti.<br />
Non è bello bruciarsi il sedere quando lo scivolo del pedalò non è bagnato!</p>
<div style="text-align: center"><img height="380" width="380" alt="il mare delle libere parole" title="il mare delle libere parole" src="/images/mare.jpg" /></div>
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		<title>Rosi &#8211; Rosalinda</title>
		<link>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2006/11/geosveca-lultima-opera/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Nov 2006 14:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e Narrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Sto guardando un albero che è nel giardino della scuola, ma non sto guardando un albero qualsiasi, sto guardando &#8220;Rosi&#8221;. Rosi, ricordo che fosse (ed è ancora) l&#8217;albero preferito da me e da Rosalinda. Era lei che aveva inventato il nome. Giocavamo a togliere un chiodo che ha in una radice e che è ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><div style="text-align: center"><img src="/images/lavori/geosvecarosi.jpg" /></div>
<p>Sto guardando un albero che è nel giardino della scuola, ma non sto guardando un albero qualsiasi, sto guardando &#8220;Rosi&#8221;.</p>
<p>Rosi, ricordo che fosse (ed è ancora) l&#8217;albero preferito da me e da Rosalinda. Era lei che aveva inventato il nome.</p>
<p>Giocavamo a togliere un chiodo che ha in una radice e che è ancora là, giocavamo a curare gli aberi: prendavamo una foglia, ci mettavamo sopra un po&#8217; di terra e la spalmavamo sugli albero.</p>
<p>Quando andai a dormire a casa sua, il giorno del mio arrivo io (per sbaglio) ho messo una mano su una delle tante strisce di muffa che aveva sui muri del salotto ed avo impiegato quasi mezz&#8217;ora per tirarla via.</p>
<p>Rosalinda mi passava saponi e saponi di tutti i tipi.</p>
<p>Quando ho saputo che si sarebbe trasferita in Sicilia mancava poco che a momenti mi mettessi a piangere.</p>
<p>Speriamo che la campanella dell&#8217;intervallo suoni in fretta: ho voglia di abbracciare l&#8217;albero, il nostro albero!</p>
<p align="right"><small>Questo racconto di Geosveca fa parte di una serie<br />
di lavori sui testi descrittivi e sulle emozioni che sono stati proprosti<br />
nelle unità didattiche di questo periodo</small></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Marano</title>
		<link>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2006/10/il-marano/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Oct 2006 11:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e Narrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Mi ricordo di aver avuto paura per tanto tempo di un rumore che sentivo ogni sera, quando mettevo la testa sul cuscino: &#8220;TuM&#8230;TuM&#8230;TuM&#8230;&#8221; Solo dopo aver cambiato casa, in prima elementare, ho scoperto di che cosa si trattasse. Da piccola abitavamo in un appartamento all&#8217;ultimo piano. Sotto di noi abitavano due signori, scontrosi e antipatici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><img class="float-left" alt="Daiana il Signor Marano" title="Daiana il Signor Marano" src="/images/lavori/daianamarano.jpg" />Mi ricordo di aver avuto paura per tanto tempo di un rumore che sentivo ogni sera, quando mettevo la testa sul cuscino:</p>
<blockquote><p><strong><big>&#8220;TuM&#8230;TuM&#8230;TuM&#8230;&#8221;</big></strong></p></blockquote>
<p>Solo dopo aver cambiato casa, in prima elementare, ho scoperto di che cosa si trattasse.</p>
<p>Da piccola abitavamo in un appartamento all&#8217;ultimo piano. Sotto di noi abitavano due signori, scontrosi e antipatici, che si lamentavano sempre per i rumori.</p>
<p>Mia mamma dice che si lamentavano di sentirmi camminare, ma avevo solo un anno! Comunque la mamma ci aveva insegnato a pattinare con i calzini invece di camminare, così non si battevano i piedi sul pavimento di legno.</p>
<p>&#8220;<em>Piano, piano ché arriva Marano</em>&#8221; diceva la mamma preoccupata, quando giocavamo o invitavamo un&#8217;amica.</p>
<p>Perché quel signore si chiamava davvero così e veniva sul serio a gridare ed ad arrabbiarsi dietro la porta di casa.</p>
<p>Alla sera, quando mettavamo la testa sul cuscino sentivo sempre un rumore sordo e spaventoso:</p>
<blockquote><p><strong><big>&#8220;TuM&#8230;TuM&#8230;TuM&#8230;&#8221;</big></strong></p></blockquote>
<p>Avevo una paura matta che fosse &#8220;il Marano&#8221; che saliva le scale per venire ad arrabbiarsi, così stavo ferma, ferma nel lettino per addormentarmi presto.</p>
<p>Poi, quando abbiamo cambiato casa e siamo venuti a vivere qui &#8211; perché la mamma e il papà non sopportavano più &#8220;il Marano&#8221; — una sera ho chiamato la mamma.</p>
<p>Ero preoccupata perchè sentivo anche qui, nella casa nuova, &#8220;il Marano&#8221; che saliva le scale:</p>
<blockquote><p><strong><big>&#8220;TuM&#8230;TuM&#8230;TuM&#8230;&#8221;</big></strong></p></blockquote>
<p>La mamma mi ha accarezzato la testa e mi ha spiegato che era il mio cuoricino che rimbombava nel materasso quando mi mettevo a pancia in giù&#8230;</p>
<blockquote><p>&#8230;quanta paura ho avuto ogni sera, ed era solo il mio cuore!</p>
<p align="right"><small>Daiana Melissa Torri</small></p>
</blockquote>
<p><small>Questo racconto di Daiana fa parte di una serie<br />
di lavori sui testi descrittivi e sulle emozioni che<br />
sono stati proprosti nelle unità didattiche di questo periodo</small></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nel regno degli gnomi</title>
		<link>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2006/06/nel-regno-degli-gnomi/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 12:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[le opere premiate]]></category>
		<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e Narrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>La campanella dell’intervallo suonò e i ragazzi della quarta [—] schizzarono fuori dalla classe, lasciando dietro di sé l’insegnate che annaffia i vasetti dei fagioli posati sul davanzale per gli esperimenti di scienze. Venti minuti dopo, quando rientrarono in classe, li aspettava…. . … uno spettacolo sconcertante: la classe era completamente ricoperta di piante. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><em>La campanella dell’intervallo suonò e i ragazzi della quarta [—] schizzarono fuori dalla classe, lasciando dietro di sé l’insegnate che annaffia i vasetti dei fagioli posati sul davanzale per gli esperimenti di scienze. Venti minuti dopo, quando rientrarono in classe, li aspettava….</em><br />
. … uno spettacolo sconcertante: la classe era completamente ricoperta di piante. I fagioli erano cresciuti a dismisura e le foglie coprivano i banchi, i fusti si attorcigliavano alla lavagna, si arrampicavano alle pareti e un fusto enorme usciva dalle finestre.<br />
La classe era vuota.<br />
<img class="float-left" title="Libere parole premio" alt="Libere parole premio" src="/images/premi/premiolibere3p.jpg" /></p>
<p style="margin-bottom: 1cm"> </p>
<p>La maestra era scomparsa, i bambini intravidero una porta ricoperta di foglie e fusti di fagioli, allora i bambini si misero a tagliare i fusti e a tagliare le foglie. Dopo un po&#8217; riuscirono a tagliare tutto.<br />
La porta si aprì e i bambini non riuscirono a vedere cosa ci fosse dentro, perché c&#8217;era una luce fortissima: quella luce era un&#8217;arma degli gnomi che avevano usato per difendersi.<br />
Gli gnomi, dopo un po&#8217;, si accorsero che i bambini non erano cattivi, allora entrarono subito dentro e videro che era il villaggio degli gnomi, pieno di piante di fagiolo. Uno gnomo incuriosito chiese:<br />
–Perché correte?<br />
I bambini si fermarono e gli raccontarono tutta la storia.<br />
I bambini chiesero agli gnomi se volessero cercare la maestra con loro. Gli nomi presero una decisione: la loro decisione fu quella di aiutare i bambini a cercare la maestra.</p>
<p>Lo gnomo agricoltore sentì che dovevano aiutare i bambini e cercare la maestra e disse:</p>
<p>–- Io ho visto una signora che diceva di essere una maestra.<br />
Allora lo gnomo fece strada ai bambini e trovarono la maestra.</p>
<p>Il giorno dopo arrivò la bidella R. che tolse le foglie e i fusti.<br />
La bidella intravvide la porta però non entrò, perché la settimana prima aveva sentito parlare di una porta dove si poteva entrare ma non si poteva più uscire.</p>
<p>Allora la bidella R. la aprì ma non riuscì a vedere nulla oltre, come i bambini.</p>
<p>Gli gnomi che erano lì con la loro arma, chiamarono i bambini e la maestra.<br />
I bambini e la maestra arrivarono e videro che era la bidella R.<br />
Allora gli gnomi spensero la luce, i bambini e la maestra uscirono e gli nomi restarono dentro.<br />
Quando la porta si chiuse scomparve.<br />
Ma i bambini non avevano finito con la loro investigazione: dovevamo trovare chi avesse intrappolato la maestra dentro al villaggio degli gnomi e chi avesse fatto crescere così velocemente le piante dei fagioli.</p>
<p>I bambini trovarono un&#8217;impronta digitale su un vasetto.<br />
Allora portarono il vsetto nel laboratorio scientifico,.<br />
I bambini andarono ad intervistare G. (<em>una delle nostre bidelle n.d.r</em>), poi, confrontarono le impronte digitali con le sue ma scoprirono che non erano le sue.</p>
<p>Poi intervistarono le maestre: Cristina, Amelia, Loredana&#8230; insomma tutte tranne Pina.</p>
<p>La maestra Pina, appena sentì che i bambini stavano interrogando le maestre uscì dalla scuola, ma i bambini la presero, fecero il confronto delle impronte digitali e&#8230; pensate un po&#8217;, la maestra Pina aveva intrappolata l&#8217;altra maestra e aveva chiamato un mago per far crescere le piante dei fagioli.</p>
<p>La colpevole era stata smascherata, la maestra da quel giorno non fece mai più esperimenti con i fagioli.</p>
<p> </p>
<div style="text-align: center"><img title="Sonia Gia-pà fagiolo" alt="Sonia Gia-pà fagiolo" src="/images/lavori/soniagpfagiolo.jpg" /></div>
<p><center><small>Disegno di Sonia Gia-pà</small> </p>
<p></center></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nel regno di Fagiolandia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jun 2006 22:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[le opere premiate]]></category>
		<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e Narrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>La campanella dell’intervallo suonò e i ragazzi della quarta [—] schizzarono fuori dalla classe, lasciando dietro di sè l’insegnate che annaffia i vasetti dei fagioli posati sul davanzale per gli esperimenti di scienze. Venti minuti dopo, quando rientrarono in classe, li aspettava…. … uno spettacolo terrificante: l’insegnante era seduta alla cattedra. La sua faccia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><em>La campanella dell’intervallo suonò e i ragazzi della quarta [—] schizzarono fuori dalla classe, lasciando dietro di sè l’insegnate che annaffia i vasetti dei fagioli posati sul davanzale per gli esperimenti di scienze. Venti minuti dopo, quando rientrarono in classe, li aspettava….</em><br />
… uno spettacolo terrificante: l’insegnante era seduta alla cattedra. La sua faccia e le sue mani erano color muffa, i suoi capelli trasformati in fusti attorcigliati e al posto degli occhi, aveva due fagioli.</p>
<p><img class="float-left" title="Libere parole premio" alt="Libere parole premio" src="/images/premi/premiolibere3p.jpg" /></p>
<p>Quando i bambini tornarono in classe si spaventarono e chiusero la porta a chiave.</p>
<p>La maestra si mise a piangere e le sue lacrime stavano riempiendo l&#8217;aula d&#8217;acqua, così un bambino aprì la porta e la scuola si riempì d&#8217;acqua e vide che la maestra era diventata ancora più mostruosa&#8230; era diventata un <em>fagiolo enorme</em>!</p>
<p>Le bidelle accorsero subito e le chiesero perchè si fosse trasformata in un fagiolone e lei rispose:</p>
<p>-Stavo parlando con un fagiolo, lo stavo riempiendo di insulti perchè non cresceva mai e così lui mi ha sputato in faccia e così io mi sono trasformata in un fagiolo. Credo che quello fosse un veleno&#8230; per punirmi di quello che gli avevo detto.</p>
<p>Così tutti i ragazzi delle classi si misero a cercare e a cercare il fagiolino sputatore e quando lo trovarono lo misero dentro ad una grande tazza e lo triturarono tutto per sbarazzarsene ma&#8230; distratti come solo possono essere i bambini, lo lasciarono lì e se ne andarono.</p>
<p>I ragazzi dell&#8217;altra sezione, quando tornarono assetati dopo l&#8217;ora di educazione motoria, si fecero un the ma ahimè, visto che le tazze erano uguali finirono per bere un the di fagiolo e&#8230; finirono tutti in un&#8217;altra dimensione.</p>
<p>Dopo mezz&#8217;ora le bidelle, sbadate anche quelle, per lavare le tazze, le rovesciarono, toccando il the e finendo anche loro in un&#8217;altra dimensione: andarono in un altro mondo, il mondo di Fagiolandia.</p>
<p>Il capo Fagiolaio li ridusse tutti in schiavitù.</p>
<p>Sua Maestà Fagiolomite &#8211; un fagiolo disgustoso che, quando mangiava, gli usciva tutto dalla bocca &#8211; dopo pranzo chiamava noi (i suoi Fagiordomi, così ci chiamava) e noi s&#8217;arrivava di corsa ed ogni volta s&#8217;inciampava su i suoi scarti e pezzi di cibo usciti dalla bocca e dovevamo anche pulirli: era una vergogna!</p>
<p>Un giorno, mentre pulivamo la stanza di Sua Maestà i Fagioli di Fagiolandia si misero d&#8217;accordo per farci uno scherzo di cattivo gusto.</p>
<p>Così il Fagiolaio pensò ed ordinò:</p>
<p>-Mangiate cinque banane e mettete le bucce vicino al tesoro di Fagiolandia, così scivoleranno e lo toccheranno e questo si aprirà, ma scatterà l&#8217;allarme antifurto a tempo.</p>
<p>Un Fagiolo rispose:</p>
<p>-Sei un <em>fagenio</em>!!! Muoviamoci prima che vengano i Fagiordomi!</p>
<p>Così fecero.</p>
<p>Quando arrivammo, scivolammo e finimmo per toccare il tesoro.</p>
<p><img class="float-right" title="Marvley Lechmar narrazioni" alt="Marvley Lechmar narrazioni" src="/images/lavori/marvleyfagioli.jpg" />Ma quando i Fagioli che ci avevano incastrati nel tranello si misero a ridere noi ci arrabbiammo molto, prendemmo l&#8217;estintore e lo facemmo partire e così spazzammo i Fagioli che finirono per arrivare davanti al tesoro, ma visto che l&#8217;allarme antifurto era a tempo (mancavano solo due secondi ed era troppo poco per scappare) i Fagioli si attaccarono al pavimento. Ma quando arrivò Fagiolomite e i suoi Fagiologuerrieri e videro i Fagioli del suo regno tentar di rubare il tesoro con il Capo Fagiolaio li misero tutti in cella, così noi Fagiordomi gli potemmo far le linguacce felici e contenti di esserci tolti la soddisfazione.</p>
<p>Mentre camminavamo felici per Fagiolandia vedemmo un cartello con scritto <em>&#8220;Qui c&#8217;è il diventimento&#8221;</em>. La cosa più emozionante: il LUNA PARK!</p>
<p>Così andammo su tutte le giostre: il Fagiolomoto, il Fagiolarrotolato e molte altre giostre, beh, insomma, ci divertimmo un sacco ma i Fagioli di Fagiolandia (non quelli in galera) ci gridavano addosso incattiviti e noi non si capiva il perché. Anche loro potevano andare alle giostre, i Fagioliguardiani non gli proibivano di giocare. Qualcuno disse, con molta sincerità:</p>
<p>-Questo posto da una parte è bello ma dall&#8217;altra è brutto e puzzolente &#8211; e se ne andarono.</p>
<p>Così riprendemmo a camminare pensando dove andare e correndo qua e là pestammo un pezzo di legno con su scritto &#8220;<em>La città dei dolciumi</em>&#8221;</p>
<p>Quando arrivammo pensavamo che fosse un sogno e ci tirammo pizzicotti ma non servivano a niente perchè era tutto vero, allora ci mettemmo a sgranocchiare un po&#8217; di qua e un po&#8217; di là e dopo un po&#8217;&#8230; ci mangiammo tutta la città e fummo cacciati via con un calcio nel sedere.</p>
<p>Eravamo infelici perchè nessuno ci voleva.</p>
<p>Ma dopo tante avventure trovammo la medicina per curare la maestra e dopo una lunga camminata trovammo il buco del Fagioloritorno.</p>
<p>Quando tornammo in classe mettemmo in bocca alla maestra-fagiolo la medicina e tornò una persona &#8220;normale&#8221; e dopo tante chiacchiere ci ricordammo che dovevamo chiudere il buco del Fagioloritorno e dopo averlo chiuso facemmo festa.</p>
<p>Ma avevamo dimenticato le bidelle G. R. e P. !!! Allora tre bambini si infilarono dentro al buco del Fagioloritorno ma vennero subito catturati da due Fagiolomalvagi che volevano condannarli a morte! Li portarono sulla collina dell&#8217;Amaggio Morfetico e quando stavano per togliere le tavole dove appoggiavano i piedi ed impiccarli arrivarono le bidelle che con un semplice scherzetto si travestirono da Fagiologuerrieri e misero a terra i Fagiolomalvagi.</p>
<p>Correndo e correndo verso il buco del Fagioloritorno non si accorsero che il ponte non c&#8217;era più e che erano seguiti dai Fagiolopungilioni&#8230; si spaventarono ma&#8230;</p>
<p>ma Trilly, la moglie del fagiolo triturato, era in cielo: era diventata un&#8217;anima; ed aspettava da tanto suo marito, il fagiolo triturato.</p>
<p>Per ringraziarli fece cadere su Fagiolandia un arco molto grande e li lanciò dall&#8217;altra parte del baratro dove non c&#8217;era più il ponte, così si gettarono di corsa dentro il buco del Fagioloritorno che li riportò sani e salvi nel mondo normale.</p>
<p>Così festeggiarono con calorosi abbracci&#8230; e la storia finì.</p>
<p align="right"><small>Disegno e componimento di Marvley Lechmar</small></p>
<p> </p>
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		<title>Fagioli pericolosi!</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jun 2006 20:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e Narrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Queste sono le opere che hanno ottenuto i migliori voti fra tutte. La giuria ha votato senza poter preventivamente conoscere chi ne fosse l&#8217;autore (una sezione ha votato l&#8217;altra e viceversa, dando votazioni da 1 a 5 poi sommate per conoscere chi fosse il &#8220;The best in show&#8221; per attribuire poi il merito di diventare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Queste sono le opere che hanno ottenuto i migliori voti fra tutte.</p>
<p><img class="float-right" title="Piantina di fagiolo" alt="Piantina di fagiolo" src="/images/foto/beanplant.jpg" />La giuria ha votato senza poter preventivamente conoscere chi ne fosse l&#8217;autore (una sezione ha votato l&#8217;altra e viceversa, dando votazioni da 1 a 5 poi sommate per conoscere chi fosse il &#8220;The best in show&#8221; per attribuire poi il merito di diventare il &#8220;The best on line&#8221;).<br />
Queste erano la traccia comune e le quattro tracce sviluppabili: la prima di genere giallo, la seconda fantascientifica, la terza splatter horror e la quarta fantasy.</p>
<p><em>La campanella dell&#8217;intervallo suonò e i ragazzi della quarta [---] schizzarono fuori dalla classe, lasciando dietro di sè l&#8217;insegnate che annaffia i vasetti dei fagioli posati sul davanzale per gli esperimenti di scienze. Venti minuti dopo, quando rientrarono in classe, li aspettava&#8230;.</em></p>
<blockquote><p>1&#8230;. uno spettacolo terribile: i vasetti erano rovesciati, c&#8217;erano i segni di una furiosa colluttazione e l&#8217;insegnante era a terra, priva di sensi e ferita gravemente. Uno dei vasetti c&#8217;era un&#8217;impronta.</p></blockquote>
<blockquote><p>2 &#8230; una situazione inquietante: l&#8217;insegnante era sparita. Guardarono dentro gli armadi, dietro gli scaffati&#8230; nulla! Ad un tratto si sentì una debole vocina che chiamava. Era l&#8217;insegnante, grande come una formica.</p></blockquote>
<blockquote><p>3&#8230; uno spettacolo terrificante: l&#8217;insegnante era seduta alla cattedra. La sua faccia e le sue mani erano color muffa, i suoi capelli trasformati in fusti attorcigliati e al posto degli occhi, aveva due fagioli.</p></blockquote>
<blockquote><p>4. &#8230; uno spettacolo sconcertante: la classe era completamente ricoperta di piante. I fagioli erano cresciuti a dismisura e le foglie coprivano i banchi, i fusti si attorcigliavano alla lavagna, si arrampicavano alle pareti e un fusto enorme usciva dalle finestre.<br />
La classe era vuota.</p></blockquote>
<p><img class="float-left" title="Piantina di fagiolo che cresce" alt="Piantina di fagiolo che cresce" src="/images/post/faso.gif" /></p>
<p align="right"><font size="1">Come vedete, tutto inizia nello stesso luogo.<br />
Ma siccome viaggiare con la testa non richiede biglietto,<br />
possiamo ambientare la nostra storia ovunque: città conosciute,<br />
località esotiche, mondi inventati…<br />
La differenza sta solo nel modo di documentarsi.<br />
Se si tratta di luoghi noti,<br />
studiamoci bene la mappa, le case, le strade.<br />
Se si tratta di luoghi esotici, documentiamoci su usi, costumi,<br />
cibi, linguaggio, ambienti.<br />
Se invece l’ambientazione è inventata,<br />
come spesso avviene nei racconti fantasy,<br />
dobbiamo costruire noi il luogo, le case, gli abitanti,<br />
decidere cosa mangiano…<br />
Dobbiamo imparare a girare in quel luogo immaginario<br />
come se ci vivessimo davvero.<br />
Se si tratta di un racconto di fantascienza, il divertimento<br />
è la scelta di quale principio scientifico dilatare, o sfondare.<br />
Vi sembra difficile? Tutta apparenza.<br />
Si parla tanto di androidi,<br />
ma fateci caso, forse il primo androide mai costruito è stato…<br />
Pinocchio!</font></p>
<div align="right"><font size="1">Da un lavoro di Luisa Mattia e Janna Carioli</font></div>
<div align="right">
<div align="right"><em>M. Bea Frescamora McBanny</em></div>
</div>
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