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	<title>Laboratorio delle Libere Parole &#187; presentazione delle opere</title>
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	<description>\"Creativa.mente\" Laboratorio delle Libere Parole, il Blog di scrittura creativa delle classi della maestra Francesca della Scuola Elementare Michelangelo Grigoletti di Pordenone</description>
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		<title>Владимир Яковлевич Пропп</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 22:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[mae zine-zone]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>
		<category><![CDATA[fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Владимир Яковлевич Пропп Vladimir Jakovlevic Propp e l&#8217;analisi delle fiabe una sintesi di un lavoro didattico La fiaba è un tipo di narrazione i cui protagonisti non sono quasi mai animali (tipici invece nella favola), ma creature umane, coinvolte in avventure straordinarie con personaggi dai poteri magici come fate, orchi, giganti e così via. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><strong>Владимир Яковлевич Пропп</strong></p>
<h4>Vladimir Jakovlevic Propp e l&#8217;analisi delle fiabe</h4>
<p><strong>una sintesi di un lavoro didattico</strong></p>
<p>La <strong>fiaba</strong> è un tipo di narrazione i cui protagonisti non sono quasi mai animali (tipici invece nella favola), ma creature umane, coinvolte in avventure straordinarie con personaggi dai poteri magici come fate, orchi, giganti e così via.</p>
<p>Le fiabe sono state tramandate oralmente, ma c&#8217;è chi le ha raccolte e trascritte dando loro una particolare struttura come Charles Perrault in Francia, i fratelli Grimm in Germania, e ai nostri tempi Italo Calvino in Italia e Aleksander Afanasiev in Russia. Gli inventori di fiabe sono invece il danese Hans Christian Andersen, l&#8217;italiano Collodi (Pinocchio), l&#8217;inglese James Matthew Barrie (Peter Pan).</p>
<p>Le fiabe, da sempre considerate patrimonio della letteratura infantile e relegate in posizione subalterna rispetto ad altri testi, sono state attualmente rivalutate dalla scienza antropologica attraverso lo studio delle tradizioni popolari e delle culture orali.</p>
<p>L&#8217; antropologo russo, Vladimir Propp, ha scoperto nelle società tribali e nel rito di iniziazione le origini storiche della fiaba e ne ha studiato la struttura che egli propone anche come modello di tutte le narrazioni.</p>
<p>Lo schema di analisi della fiaba è detto &#8220;schema di Propp&#8221; dal nome del suo autore e propone una situazione iniziale (di tranquillità), l&#8217;imposizione di un divieto, l&#8217;infrazione del divieto e conseguente rottura della situazione iniziale, le peripezie dell&#8217;eroe, il dono magico da parte di un aiutante dell&#8217;eroe, la lotta dell&#8217;eroe con l&#8217;antagonista o oppositore, la vittoria e il ritorno, il ristabilimento della situazione di equilibrio.</p>
<p>La situazione iniziale può essere turbata dall&#8217;intervento dell&#8217;oppositore che attua un rapimento; l&#8217;eroe può essere indotto alle peripezie da una promessa o da una prova che deve superare; la conclusione può avvenire con le nozze tra l&#8217;eroe e la principessa, ma in sostanza lo schema dello svolgimento non cambia di molto.</p>
<p>Lo schema semplificato può essere così rappresentato:</p>
<ul>
<li>equilibrio iniziale (inizio)</li>
<li>rottura dell&#8217;equilibrio iniziale per qualche fattore (movente o complicazione)</li>
<li>peripezie</li>
<li>ristabilimento dell&#8217;equilibrio (conclusione)</li>
</ul>
<p>I ruoli dei personaggi e le relazioni che intercorrono tra di loro sono invariabili e imprescindibili:</p>
<div style="text-align: center;"><img class="center" title="L'eroe, l'aiutante, l'antagonista" src="/images/post/eroe.jpg" alt="L'eroe, l'aiutante, l'antagonista" /></div>
<table class="tabella" style="width: 500px;">
<tbody>
<tr>
<td>1. Allontanamento</td>
<td>Uno dei membri della famiglia si allontana da casa per lavoro,<br />
per un viaggio oppure muore.</td>
</tr>
<tr>
<td>2. Divieto</td>
<td>All&#8217;eroe è imposta una proibizione o riceve un ordine.</td>
</tr>
<tr>
<td>3. Infrazione</td>
<td>Il divieto è infranto; funzione appaiata alla precedente.<br />
A questo punto entra l&#8217;antagonista, il cui ruolo è turbare la pace della famiglia, provocare qualche sciagura, danno&#8230;</td>
</tr>
<tr>
<td>4. Investigazione</td>
<td>L&#8217;antagonista tenta di ottenere informazioni su dove si trovino persone o oggetti; oppure è la vittima che              interroga l&#8217;antagonista.</td>
</tr>
<tr>
<td>5. Delazione</td>
<td>L&#8217;antagonista riceve informazioni sulla sua vittima.</td>
</tr>
<tr>
<td>6. Tranello</td>
<td>L&#8217;antagonista tenta di ingannare la vittima per impadronirsi di lei o dei suoi averi. Preliminarmente muta aspetto,              quindi agisce con l&#8217;inganno, con la magia o con la persuasione.</td>
</tr>
<tr>
<td>7. Connivenza</td>
<td>La vittima cade nell&#8217;inganno e con ciò favorisce involontariamente il nemico.</td>
</tr>
<tr>
<td>8. Danneggiamento</td>
<td>L&#8217;antagonista arreca danno o menomazione a uno dei membri della famiglia. Mentre le precedenti funzioni sono              preparatorie, il danneggiamento dà l&#8217;avvio all&#8217;azione narrativa              vera e propria. Può presentarsi sotto una ricca varietà              di forme: rapimento, trafugamento o eliminazione del mezzo magico,              rovina del raccolto, scomparsa di una persona, sottrazione dei più              svariati oggetti&#8230;</td>
</tr>
<tr>
<td>9. Mediazione, momento di connessione</td>
<td>La mancanza è resa nota; ci si rivolge all&#8217;eroe con una preghiera o un ordine, lo si manda o lo si              lascia andare.<br />
Questa funzione introduce l&#8217;eroe, che può essere di due tipi: cercatore &#8211; nelle fiabe in cui l&#8217;eroe aiuta un personaggio danneggiato;              vittima quando il danneggiato è vittima e la storia ne segue              le peripezie.</td>
</tr>
<tr>
<td>10. Inizio della reazione</td>
<td>L&#8217;eroe-cercatore, su richiesta o autonomamente, decide di porre fine alla situazione di danneggiamento o mancanza.</td>
</tr>
<tr>
<td>11. Partenza</td>
<td>L&#8217;eroe abbandona la casa: se è cercatore parte con uno scopo preciso; se è vittima comincia              una serie di peregrinazioni con svariate avventure. A volte l&#8217;allontanamento              non implica spostamento nello spazio, in altre si presenta come fuga.<br />
A questo punto entra in scena il donatore.</td>
</tr>
<tr>
<td>12. Prima funzione del donatore</td>
<td>L&#8217;eroe è messo alla prova, interrogato,aggredito ecc., come preparazione al conseguimento di un mezzo o aiutante              magico. È una funzione di grande importanza che può              presentarsi nei modi più diversi: richiesta di aiuto o di un              servizio da parte di creature deboli o in difficoltà; proposta              di scambio dell&#8217;oggetto magico con un altro oggetto; richiesta di              mansioni strane o onerose senza ricompensa&#8230;</td>
</tr>
<tr>
<td>13. Reazione dell&#8217;eroe</td>
<td>L&#8217;eroe reagisce all&#8217;operato del futuro donatore, superando in genere la prova.</td>
</tr>
<tr>
<td>14. Conseguimento del mezzo magico</td>
<td>Il superamento della prova consente all&#8217;eroe di entrare in possesso del mezzo magico, nelle modalità più              diverse: direttamente o attraverso istruzioni o raccomandazioni del              donatore; oppure il mezzo magico si presenta casualmente o personaggi              diversi si mettono a disposizione dell&#8217;eroe&#8230;<br />
Al mancato superamento della prova (raramente) seguono severi castighi.</td>
</tr>
<tr>
<td>15 Trasferimento dell&#8217;eroe nello spazio</td>
<td>L&#8217;eroe si trasferisce, è portato o condotto sul luogo in cui si trova l&#8217;oggetto delle sue ricerche,              di solito in un altro luogo molto distante in linea orizzontale, a              grande altezza o profondità.</td>
</tr>
<tr>
<td>16. Lotta</td>
<td>L&#8217;eroe e l&#8217;antagonista ingaggiano direttamente la lotta, in campo aperto o come competizione basata sull&#8217;astuzia.</td>
</tr>
<tr>
<td>17. Marchiatura</td>
<td>All&#8217;eroe è impresso un marchio particolare o direttamente sul corpo (una ferita per esempio) o con              un oggetto (fazzoletto, anello&#8230;)</td>
</tr>
<tr>
<td>18. Vittoria</td>
<td>L&#8217;antagonista è vinto (ucciso, scacciato&#8230;), eliminato nella sua funzione negativa.</td>
</tr>
<tr>
<td>19. Rimozione della sciagura o della mancanza</td>
<td>La situazione iniziale di precarietà (sciagura o mancanza) è rimossa.</td>
</tr>
<tr>
<td>20. Ritorno</td>
<td>L&#8217;eroe ritorna in maniera immediata senza l&#8217;indicazione di una nuova funzione di trasferimento.</td>
</tr>
<tr>
<td>21. Persecuzione, inseguimento</td>
<td>L&#8217;eroe è sottoposto a persecuzione.È inseguito dal persecutore trasformato in animale che tenta              di divorarlo, o in oggetti allettanti sul suo cammino&#8230;</td>
</tr>
<tr>
<td>22. Salvataggio</td>
<td>L&#8217;eroe si salva dalla persecuzione fuggendo, trasformandosi in oggetti che lo rendono irriconoscibile.<br />
Con la sconfitta del persecutore moltissime fiabe terminano. L&#8217;antagonista viene punito (30) e l&#8217;eroe si sposa (31).<br />
Ma spesso non è così e la fiaba comincia tutta da capo, dando il via al secondo movimento, una fiaba nella fiaba, una nuova serie di funzioni.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">23. Arrivo in incognito dell&#8217;eroe</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">24. Il falso eroe avanza pretese infondate</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">25. All&#8217;eroe è proposto un compito difficile</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">26. Il compito è eseguito</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">27. L&#8217;eroe è riconosciuto</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">28. Il falso eroe è smascherato</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">29. L&#8217;eroe assume nuove sembianze</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">30. Punizione dell&#8217;antagonista</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">31. L&#8217;eroe si sposa e sale al trono</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h4>Le funzioni che si incontrano più frequentemente sono:</h4>
<ul>
<li><span style="font-size: x-small;">l&#8217;allontanamento</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">la mancanza</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">il danneggiamento</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">il divieto e l&#8217;ordine</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">il divieto infranto</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">il conseguimento del mezzo magico</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">l&#8217;impresa o il compito difficile</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">le prove da superare</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">la lotta fra l&#8217;eroe e l&#8217;antagonista</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">la punizione dell&#8217;antagonista</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">le nozze dell&#8217;eroe e il premio</span></li>
</ul>
<div style="text-align: center;"><img title="Elisa Moriconi fiaba" src="/images/post/moriconi1.jpg" alt="Elisa Moriconi fiaba" /></div>
<p><small> Disegno di Elisa Moriconi </small></p>
<p>Le <strong>fiabe</strong> sono state tramandate a voce di generazione in generazione per lunghi secoli e chi narrava le fiabe spesso le modificava o mescolava gli episodi di una fiaba con quelli di un&#8217;altra dando a volte origine ad un&#8217;altra fiaba.Esse hanno un&#8217;origine popolare, descrivono la vita della povera gente, le sue credenze, le sue paure, il suo modo di immaginarsi i re e i potenti e venivano raccontate da contadini, pescatori, pastori e montanari attorno al focolare, nelle aie o nelle stalle; non erano considerate, come ora, solamente racconti per bambini, ma rappresentavano un divertimento anche per gli adulti ed avevano grande importanza per la vita della comunità.</p>
<h4>Le caratteristiche</h4>
<p>Tutte le fiabe del mondo hanno le stesse caratteristiche.</p>
<ul>
<li>i personaggi, l&#8217;epoca e i luoghi sono indicati genericamente e non sono descritti (si dice &#8220;C&#8217;era una volta&#8230;&#8221;, &#8220;In un paese lontano&#8230;&#8221;, ma non si dice né dove né quando)</li>
<li>i fatti che si presentano nel racconto sono fatti impossibili e i personaggi inverosimili (molti fatti narrati possono accadere solo per magia e molti personaggi non possono esistere nella realtà)</li>
<li>si rappresenta sempre un mondo diviso in due (i personaggi sono o buoni o cattivi, o furbi o stupidi e non esistono vie di mezzo, la ragione sta sempre da una sola parte)</li>
<li>i motivi sono sempre ricorrenti (gli elementi e gli episodi sono spesso presenti anche in altre fiabe)</li>
<li>c&#8217;è sempre un lieto fine (i buoni e i coraggiosi vengono premiati, le ragazze povere diventano principesse, i giovani umili ma coraggiosi salgono sul trono)</li>
<li>c&#8217;è sempre una morale, anche se non è espressa chiaramente come nella favola, che insegna a rispettare gli anziani e la famiglia, ad onorare le autorità, ad essere coraggiosi per migliorare la propria condizione.</li>
</ul>
<h4>Il linguaggio</h4>
<p>Il linguaggio della fiaba è quello dei narratori del popolo, in genere molto semplice e a volte un po&#8217; sgrammaticato, ma ricco di modi di dire e di formule popolari. Viene solitamente utilizzato il discorso diretto perché le battute del dialogo permettevano al narratore di cambiare la voce e di tener viva l&#8217;attenzione di chi ascoltava.<br />
Sono frequenti e quasi obbligatorie le ripetizioni (&#8220;Cammina, cammina&#8230;&#8221;, &#8220;Cerca, cerca&#8230;&#8221;, &#8220;Tanto, tanto tempo fa&#8230;&#8221;) e le triplicazioni perché raccontare tre volte lo stesso fatto, aveva lo scopo di allungare la storia, di renderla più chiara, di prolungare la sensazione di mistero. Le formule d&#8217;inizio e le formule di chiusura sono sempre le stesse (&#8220;C&#8217;era una volta&#8230;&#8221;, &#8220;In un paese lontano&#8230;&#8221;, &#8220;Così vissero felici e contenti&#8230;&#8221;), numerose le formule magiche e le filastrocche.</p>
<h4>Il rito d&#8217;iniziazione</h4>
<p>Nel 1946 appariva in russo il saggio di Vladimir Propp &#8220;Le radici storiche dei racconti di fate&#8221; e già nel 1949 uscivano a Torino nella traduzione italiana di Clara Coisson. La conclusione che Propp raggiunge attraverso un lungo esame analitico è che per la maggior parte gli elementi costitutivi delle fiabe debbano farsi risalire a riti e miti &#8220;primitivi&#8221; (del regime del clan), e più specialmente al &#8220;ciclo d&#8217;iniziazione&#8221; e alle &#8220;rappresentazioni della morte&#8221;.<br />
Le fiabe popolari, soprattutto quelle di magia, sono quindi il ricordo di una antica cerimonia chiamata rito d&#8217;iniziazione che veniva celebrata presso le comunità primitive. Durante questo rito veniva festeggiato in modo solenne il passaggio dei ragazzi dall&#8217;infanzia all&#8217;età adulta. Essi venivano sottoposti a numerose prove con le quali dovevano dimostrare di saper affrontare da soli le avversità dell&#8217;ambiente e di essere pertanto maturi per iniziare a far parte della comunità degli adulti. Dopo le prove, i ragazzi e le ragazze, come in una rappresentazione teatrale guidata spesso da uno stregone, dovevano &#8220;morire&#8221; per celebrare la morte dell&#8217;infanzia. Questa loro morte temporanea veniva di solito provocata con sostanze stupefacenti e al risveglio i giovani venivano considerati adulti.</p>
<h4>Dal rito alla fiaba</h4>
<p>Col passare del tempo il rito d&#8217;iniziazione non si celebrò più e ne rimase solamente il ricordo, ma gli anziani continuavano a ricordarlo nei loro racconti. Il racconto degli anziani venne tramandato per secoli e secoli, con trasformazioni continue, anche quando il ricordo del rito si era perso del tutto e nacque così la fiaba. Nella fantasia di chi tramandava i racconti i giovani, sottoposti al rito, sono diventati i protagonisti delle fiabe, gli stregoni sono diventati i personaggi che fanno paura come gli orchi, le streghe, i mostri, i lupi e le armi, che ricevevano i ragazzi, sono diventate i doni magici che i protagonisti delle fiabe ricevono dagli aiutanti che incontrano.</p>
<h4>Ricerca e interpretazione</h4>
<p>Lo studio dei racconti popolari inizia poco dopo il 1800 e si rivolge quasi esclusivamente alla fiaba e alla saga, mente l&#8217;interesse per altri generi narrativi nasce solamente negli ultimi decenni.</p>
<h4>Bibliografia</h4>
<p><small>I due principali studi di Propp sulla composizione, sugli elementi e sulle radici storiche e culturali della fiaba sono <em>Morfologia della fiaba</em> e <em>Le radici storiche dei racconti di magia</em>. Nel primo, lo studioso si propone di classificare i diversi rami del genere fiabesco in modo preciso e scientifico, identificando le funzioni immutabili dei personaggi e le loro caratteristiche fondamentali sulla base di una convincente documentazione empirica (cento favole di Afanasev).In <em>Le radici storiche dei racconti di magia</em>, Propp si dedica alla ricostruzione della genesi della fiaba e la inserisce in un più ampio contesto storico e culturale. Nel racconto di magia viene individuata la rappresentazione creativa e autenticamente popolare di antichi rapporti di produzione e delle corrispondenti manifestazioni magico-religiose.</small></p>
<div class="rif"><a href="http://cmapspublic2.ihmc.us/servlet/SBReadResourceServlet?rid=1183184261256_765340214_5582&amp;partName=htmltext"> Mappa concettuale sulla favola</a><br />
<a href="http://cmapspublic2.ihmc.us/servlet/SBReadResourceServlet?rid=1183387620845_420702854_1258&amp;partName=htmltext"> Mappa concettuale sulla fiaba</a></p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Esercizi di stile</title>
		<link>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2009/12/esercizi-di-stile/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 16:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>D’accordo: il titolo del post non è per nulla originale. Non è velleità ma la simpatia verso il geniale scrittore, poeta, matematico, drammaturgo Quaneau, che mi ha fatto categorizzare questi primi esperimenti linguistici come “esercizi di stile”. Cos’è un esercizio di stile? E’ gioco linguistico. Alla base di questo concetto fondamentale si trovano gli studi linguistici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>D’accordo: il titolo del post non è per nulla originale.</p>
<p>Non è velleità ma la simpatia verso il geniale scrittore, poeta, matematico, drammaturgo Quaneau, che mi ha fatto categorizzare questi primi esperimenti linguistici come “esercizi di stile”.</p>
<h4><strong>Cos’è un esercizio di stile?</strong></h4>
<p>E’ gioco linguistico.</p>
<p>Alla base di questo concetto fondamentale si trovano gli studi linguistici del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein filosofo ma anche maestro di scuola elementare.</p>
<p>Wittgenstein paragona il nostro linguaggio a una &#8220;<em>vecchia città. un dedalo di strade e di piazze, di case vecchie e nuove e di case con parti aggiunte in tempi diversi&#8230;</em>&#8221; e dà risalto all’uso vivo e in costante evoluzione del comunicare secondo un numero di regole incalcolabile e variazioni continue.</p>
<p>La lingua ha usi pressoché infiniti e infiniti contesti comunicativi: è quindi necessario valorizzarne la ricchezza e libertà.</p>
<p>Si può immediatamente comprendere l’importanza e il valore didattico di questi concetti per la formazione linguistica e umana degli alunni: più vario e ricco è il patrimonio linguistico di una persona più questa è libera e capace di comprendere ed esprimere la realtà circostante.</p>
<p>Calato nella quotidiana realtà scolastica questo significa che arricchendo il dizionario personale degli alunni e le loro capacità di usarlo correttamente, si potenziano contemporaneamente le loro strutture mentali, i loro ragionamenti, le loro idee e da ultimo il loro essere persona nel mondo.</p>
<p>I giochi linguistici da effettuare durante gli esercizi di stile hanno proprio come ambizioso obiettivo riuscire a sviluppare , almeno in parte, questo essenziale concetto.</p>
<h4><strong> Che cosa si mette in gioco?</strong></h4>
<ul>
<li>l’uso critico del dizionario: per creare gli effetti stilistici desiderati si devono apprendere ad usare il vocabolario in maniera appropriata e ci si deve soffermare sulla pluralità dei significati delle parole, sulle etimologie, sui sinonimi e contrari, sulle esemplificazioni della lingua, sui modi di dire , comprendendo i valori del patrimonio linguistico nel suo continuo divenire spazio &#8211; temporale</li>
<li>l’ espressione del pensiero divergente: attraverso i giochi di parole, le combinazioni semantiche, le trasformazioni stilistiche, le trovate linguistiche, si dà libero sfogo alla creatività scoprendo la gioia del leggere e dello scrivere.</li>
<li>la riflessione sulle funzionalità comunicative: imparare a comprendere come la poliedricità del reale possa essere raccontata con gli infiniti modi della scrittura e che la varietà del linguaggio con le sue molteplici intenzionalità può esprimere i mille volti di una medesima realtà.</li>
<p><em> A questo proposito ritornano alla mente le parole di Wittgenstein: </em><em>&#8221; &#8230;nel gioco degli scacchi quel che conta, non sono tanto i pezzi sulla scacchiera ma la loro disposizione&#8221;</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Esercizio di stile su una poesia di Piumini</title>
		<link>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2009/12/esercizio-di-stile-su-una-poesia-di-piumini/</link>
		<comments>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2009/12/esercizio-di-stile-su-una-poesia-di-piumini/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 17:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>
		<category><![CDATA[primi giochi di parole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libereparole.terzocircolo-pn.it/?p=1151</guid>
		<description><![CDATA[<br/>L&#8217;autunno Quando la terra comincia a dormire sotto una coperta di foglie leggere, quando gli uccelli non cantano niente. Quando di ombrelli fiorisce la gente, quando si sente tossire qualcuno, quando un bambino diventa un alunno. Ecco l&#8217;autunno. Roberto Piumini E&#8217; autunno, è ufficiale, lo dice anche il libro di lettura. Niente da fare: s&#8217;ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;autunno</strong></p>
<p style="text-align: center;">Quando la terra<br />
comincia a dormire<br />
sotto una coperta di foglie leggere,<br />
quando gli uccelli non cantano niente.<br />
Quando di ombrelli fiorisce la gente,<br />
quando si sente tossire qualcuno,<br />
quando un bambino diventa un alunno.</p>
<p style="text-align: center;">Ecco l&#8217;autunno.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Roberto Piumini</em></p>
<p>E&#8217; autunno, è ufficiale, lo dice anche il libro di lettura. Niente da fare: s&#8217;ha da rassegnarsi, oramai le nuvole s&#8217;accalcano piene di pioggia, Halloween è alle porte, il vento s&#8217;insinua fra i vecchi infissi e talvolta ci fa sussultare con qualche refolino gelido inaspettato.</p>
<p>Su questa poesia di <a href="http://www.robertopiumini.it/">Roberto Piumini</a> abbiamo provato il nostro primo esercizio di stile (<a href="http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2009/10/esercizi-di-stile/">leggi qui il post precedente</a>). La lavagna è servita per raccogliere un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brainstorming">brainstorming</a> per trovare tutte le parole dell&#8217;autunno; alla fine non avevamo davvero più uno spazietto disponibile. I ragazzi, poi, a coppie, e senza sapere perché, hanno scelto cinque delle parole scritte alla lavagna. Erano queste le parole che sarebbero state usate per far loro comporre una poesia sullo stile (ma senza la metrica) di quella di Piumini.</p>
<p>Un esercizio con un doppio vincolo. Cosa ne è venuto fuori? Alcuni esempi.</p>
<p><strong>I sognatori&#8230;</strong></p>
<p>Quando le <span style="text-decoration: underline;">candele</span> dentro la zucca<br />
per strada spaventano la gente,<br />
quando i <span style="text-decoration: underline;">funghi</span> crescono nel bosco<br />
mettono il cappello ma non la sciarpa,<br />
quando la <span style="text-decoration: underline;">pioggia </span>scende dal cielo<br />
nella strada ci sono gli specchi,<br />
quando gli <span style="text-decoration: underline;">ombrelli </span>colorati<br />
scappano via strappati da vento,<br />
quando i <span style="text-decoration: underline;">cappelli</span> tengono caldo<br />
alle piccole orecchie gelate<br />
quando le <span style="text-decoration: underline;">foglie</span> svolazzano nel cielo<br />
cade una pioggia di mille colori.<br />
Ecco l&#8217;autunno!</p>
<p>S.&amp;S.</p>
<p><strong>I telegrafici&#8230;</strong></p>
<p>Quando i bambini<br />
disegnano sui <span style="text-decoration: underline;">vetri</span>,<br />
quando sente profumo<br />
di <span style="text-decoration: underline;">caldarroste</span>,<br />
quando la <span style="text-decoration: underline;">nebbia</span><br />
porta via i colori,<br />
quando la<span style="text-decoration: underline;"> zucca</span><br />
spaventa la gente,<br />
quando gli <span style="text-decoration: underline;">animali</span><br />
vanno in letargo<br />
quando la gente<br />
vede i <span style="text-decoration: underline;">fantasmi.</span><br />
Ecco l&#8217;autunno!</p>
<p>L.&amp;F.</p>
<p><strong>I classici&#8230;</strong></p>
<p><strong></strong><br />
Quando le <span style="text-decoration: underline;">foglie</span><br />
sembrano volare nel cielo,<br />
quando il <span style="text-decoration: underline;">bosco</span> è pieno di ghiande<br />
e gli animali vanno a mangiarle,<br />
quando la <span style="text-decoration: underline;">zucca</span> fuori dalla porta<br />
con una candelina si illumina,<br />
quando la prima <span style="text-decoration: underline;">neve</span> si posa sugli alberi,<br />
quando gli <span style="text-decoration: underline;">scoiattoli</span> nella tana<br />
vanno a dormire<br />
Ecco l&#8217;autunno!</p>
<p>M.&amp;A.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I versi degli animali onomatopee e file audio</title>
		<link>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2009/10/i-versi-degli-animali-onomatopee-e-file-audio/</link>
		<comments>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2009/10/i-versi-degli-animali-onomatopee-e-file-audio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>
		<category><![CDATA[software free, didattica on-line, links]]></category>
		<category><![CDATA[risorse on-line]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Ma il tacchino che verso fa? Goglotta! E l&#8217;alzavola? Cigola&#8230; ma non è mica una porta da oliare eh? La balena canta e il bue mugghia e lo sai che il gatto ustola? Sì e sai come fa ad ustolare? Fa &#8220;mao mao&#8221;, mugola per avere cibo. Se invece ad ustolare è un cane il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p align="right">Ma il tacchino che verso fa? Goglotta!</p>
<p align="right">E l&#8217;alzavola? Cigola&#8230; ma non è mica una porta da oliare eh?</p>
<p align="right">La balena canta e il bue mugghia e lo sai che il gatto ustola? Sì e sai come fa ad ustolare? Fa &#8220;mao mao&#8221;, mugola per avere cibo. Se invece ad ustolare è un cane il suono è tutt&#8217;altro!</p>
<p><img class="float-left" title="Visita i link" src="/images/post/visita.gif" alt="Visita i link" />Ma ce ne son tante di belle e divertenti! Per esempio il pavone paupula, il coniglio ziga e poi &#8230; e poi se vuoi proprio conoscerle tutte visita</p>
<ul>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Verso_degli_animali" target="_blank"><strong>Wikipedia &#8211; i versi degli animali</strong></a></li>
</ul>
<p>Su richiesta della zia Ika lascio qui il link ad un bellissimo sito che consiglio di visitare: selezionate il nome dell&#8217;animale e potrete ascolarne il verso. Son tutti animali delle nostre montagne: veramente molto, molto bello! Imparate a riconoscere il verso di ogni animale e farete la figura dello scienziato naturalista la prossima volta che farete una gitarella in montagna! Non solo ci sono tutti i versi, ma anche le orme e un sacco di notizie e foto: davvero un sito da sfruttare.</p>
<p>Per esempio:</p>
<ul>
<li>Un cervo che barrisce? Ascoltalo <a href="http://www.webalice.it/ivo.gervasoni/animali/audio/cervo.mp3">qui</a></li>
<li>Lo sai che la volpe garrisce? Sì, è lo stesso nome del verso dei rondoni&#8230; e ci assomiglia anche: ascolta <a href="http://www.webalice.it/ivo.gervasoni/animali/audio/volpe.mp3">qui</a></li>
<li>E <a href="http://www.webalice.it/ivo.gervasoni/animali/audio/ghiro.mp3">questo</a> strano verso chi lo fa? Un ghiro!</li>
<li>E se tu un giorno sentissi <a href="http://www.webalice.it/ivo.gervasoni/animali/audio/aquila.mp3">questo</a> delicato verso, sapresti riconoscere il maestoso uccello che ho fa? Forse non alzeresti nemmeno la visiera del tuo cappellino, così avrai rischiato di perdere l&#8217;occasione di vedere&#8230; un&#8217;aquila</li>
</ul>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.webalice.it/ivo.gervasoni/home.html" target="_blank">Animali di montagna</a> &#8211; qui troverai tutto quel che cerchi!</strong></li>
</ul>
<p>Vi consiglio di andare a fare un salto anche qui:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.bzzzpeek.com/html/bzzzpeek.html" target="_blank"><strong>**Bzzzpeek**</strong></a></li>
</ul>
<div style="text-align: center"><img title="Visita i link" src="/images/post/bzzzpeek.jpg" alt="Visita i link" /></div>
<blockquote>
<p align="left">&#8220;un sito web interamente dedicato alle onomatopee, ci racconta, in un viaggio tutto sonoro, i differenti modi di interpretare il verso degli animali, a seconda che ci si trovi in Pakistan dove le papere fanno <em>tei – tei – tei</em> o in Giappone dove le simpatiche paperelle fanno addirittura <em>da – da – da</em>, verso che in Russia suonerebbe più appropriato.</p>
</blockquote>
<blockquote><p>Nel sito troverete una cornice blu con 29 oggetti, soprattutto animali ma anche qualche autovettura di soccorso con la sua sirena, un clacson e un treno. Una volta cliccato sull’immagine desiderata ne appariranno altre nove al centro dello schermo ognuna con i colori di una bandiera diversa, ed ecco che sarà facilissimo ascoltare come un serpente faccia ssss in tutto il mondo mentre gli unici a vederla o meglio “a sentirla” in modo diverso sono i giapponesi che imitano il serpente con un alquanto originale <em>niro – niro!!</em><em> </em></p></blockquote>
<blockquote>
<p align="justify">I versi sono interpretati per la maggior parte da bambini che esprimono il loro suono onomatopeico imparziale e incondizionato. E’ interessante notare come i bambini di ogni parte del mondo riescano a ruggire in modo perfetto. Il gatto risulta l’animale più globalizzato, infatti il suo <em>miao</em> è il verso più internazionale, mentre il povero maiale soffre di problemi di comunicazione, sembra infatti che non si riesca a trovare una soluzione unica sul suo verso, paese che vai verso del maiale che trovi.</p>
<p align="right">da <a href="http://www.mediazone.info/site/it-IT/" target="_blank">Mediazone</a>&#8220;</p>
<p align="left">
</blockquote>
<p align="right"><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;operazione RiciclArte alla Grigoletti è cominciata!</title>
		<link>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2009/03/loperazione-porte-aperte-alla-grigoletti-e-cominciata/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 15:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[news e segnalazioni del laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>
		<category><![CDATA[disegni]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Grandi lavori sono in corso alla Scuola Primaria Michelangelo Grigoletti! Da una settimana è iniziato il laboratorio educativo-creativo che coinvolgerà tutte le classi della nostra scuola. Quest&#8217;anno, una delle attività previste dal Progetto Ambientale, prevede il riuso creativo di materiale di recupero per il restauro delle nostre porte beigioline che, con la scuola tutta bella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Grandi lavori sono in corso alla Scuola Primaria Michelangelo Grigoletti!</p>
<p>Da una settimana è iniziato il laboratorio educativo-creativo che coinvolgerà tutte le classi della nostra scuola. Quest&#8217;anno, una delle attività previste dal Progetto Ambientale, prevede il riuso creativo di materiale di recupero per il restauro delle nostre porte <em>beigioline</em> che, con la scuola tutta bella colorata, contrastano un bel po&#8217;.</p>
<p>Tirati fuori dalle cantine pennelli e vasi di vecchia pittura, stanati dai cassetti stracci, spaghi, nastri, tagliate bottiglie, riutilizzati vasetti e contenitori, recuperato cartone e scatole, portate pile di giornali&#8230;eccoci pronti per l&#8217;operazione &#8220;Porte Aperte&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="/images/foto/operazioneportegrigoletti1.jpg" alt="Operazione Porte Michelangelo Grigoletti" width="500" height="377" /></p>
<p style="text-align: center;">Michelangioletti pronti all&#8217;attacco!!</p>
<p style="text-align: center;"><img src="/images/foto/operazioneportegrigoletti2.jpg" alt="porte michelagelo grigoletti" width="500" height="377" /></p>
<p style="text-align: center;">No&#8230; non così, dai!</p>
<p style="text-align: right;">Porte aperte perché? Perché siamo con delle tendine di fortuna:</p>
<p style="text-align: right;">per poterle dipingere abbiamo dovuto toglierle!</p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Perché non hai fatto i compiti?</title>
		<link>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2009/02/perche-non-hai-fatto-i-compiti/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 11:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>
		<category><![CDATA[primi giochi di parole]]></category>
		<category><![CDATA[giochi di parole]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Scuse fantasiose per imparare ad immaginare,  scrivere e ripassare l&#8217;ordine alfabetico insieme. Ai ragazzi, in coppia, erano state attribuite a caso, sei lettere dell&#8217;alfabeto, con l&#8217;incarico di trovare una &#8220;scusa&#8221; per ogni lettera data. Compito di un team di quattro, poi, selezionare le migliori di due gruppi (ma non del proprio, ovviamente) e riordinarle alfabeticamente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Scuse fantasiose per imparare ad immaginare,  scrivere e ripassare l&#8217;ordine alfabetico insieme.</p>
<p>Ai ragazzi, in coppia, erano state attribuite a caso, sei lettere dell&#8217;alfabeto, con l&#8217;incarico di trovare una &#8220;scusa&#8221; per ogni lettera data. Compito di un team di quattro, poi, selezionare le migliori di due gruppi (ma non del proprio, ovviamente) e riordinarle alfabeticamente. L&#8217;ultimo lavoro &#8211; difficilissimo! -  è stato quello di selezionare le frasi scelte e preparare un elenco comune di scuse possibili da usare quando la maestra, alle 8.30,  del giovedì, davanti al quaderno vuoto ti chiede&#8230;</p>
<p><strong>Perché non hai fatto i compiti?</strong></p>
<p>A &#8211; Perché un’<strong>ape</strong> mi ha punto e son dovuto andare in ospedale.</p>
<p>B – Perché ho trovato un <strong>buco</strong> sul quaderno e non si leggeva più niente.</p>
<p>C – Perché il <strong>cane</strong> mi ha morsicato e sono andato al pronto soccorso.</p>
<p>D – Perché un <strong>drago</strong> mi ha bruciato il quaderno.</p>
<p>E – Perché <strong>Elysaveta </strong>continuava a chiamarmi a telefono.</p>
<p>F &#8211;  Perché ho mangiato troppo <strong>formaggio</strong> e mi è venuto il mal di stomaco.</p>
<p>G &#8211; Perché il <strong>gatto </strong>è scappato, quindi siamo dovuti andare dalla polizia.</p>
<p>H – Perché sono andata ad un corso di<strong> hockey </strong>e mi è durato tutto il pomeriggio.</p>
<p>I – Perché dovevo andare ad un corso di <strong>Inglese</strong>.</p>
<p>J – Perché abito lontano da scuola, sono andato a casa con la<strong> jeep</strong> e si è bucata la ruota.</p>
<p>K &#8211; Perché ho mangiato troppo <strong>ketchup </strong>e mi è venuto mal di pancia</p>
<p>L – Perché si è fulminata la <strong>lampadina</strong>.</p>
<p>M – Perché la<strong> mamma </strong>mi ha detto di non farli.</p>
<p>N – Perché i miei <strong>nonni</strong> mi hanno chiuso in bagno.</p>
<p>O – Perché un <strong>orso</strong> mi ha mangiato lo zaino con dentro i quaderni.</p>
<p>P – Perché il nonno<strong> </strong>fumava la<strong> pipa </strong>e ha fatto la nebbia in casa.</p>
<p>Q &#8211; Perché ho dimenticato il <strong>quaderno</strong> a scuola.</p>
<p>R – Perché ho visto un <strong>ramarro </strong>e mi sono tanto spaventato.</p>
<p>S – Perché non avevo la <strong>sedia</strong>.</p>
<p>T – Perché c’erano i <strong>topi </strong>per casa.</p>
<p>U &#8211; Perché ne avevo <strong>undici</strong> di matematica da fare</p>
<p>V – Perché sono andato <strong>via.</strong></p>
<p>W – Perché i <strong>wafers </strong>mi hanno fatto venire al febbre.</p>
<p>X – Perché mi s’è rotto lo <strong>xilofono</strong> e sono andato a farlo aggiustare.</p>
<p>Y &#8211; Perché la mamma doveva andare al supermercato e c’era tanta coda per prendere lo <strong>yogurt</strong>.</p>
<p>Z – Perché sono andato a Parigi ed ho dimenticato lo <strong>zaino</strong>.</p>
<p style="padding-left: 60px;"><em>Sono aperti i commenti!</em></p>
<p style="padding-left: 60px;"><em>Segnalate la migliore scusa!</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Chi ha dato il nome alle cose?</title>
		<link>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2008/10/chi-ha-inventato-il-nome-delle-cose/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 15:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>
		<category><![CDATA[primi giochi di parole]]></category>
		<category><![CDATA[giochi di parole]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Bella domanda: chi ha dato il nome alle cose? Le ipotesi dei ragazzi sono state molteplici. In poll position, si sono aggiudicati il merito Dio, da una parte e gli uomini, dall&#8217;altra. Alla fazione evoluzionista si contrapponevano anche coloro i quali, non convinti della possibilità che Dio &#8220;avesse inventato anche (i nomi) cattedra e banco&#8220;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Bella domanda: chi ha dato il nome alle cose?<br />
Le ipotesi dei ragazzi sono state molteplici. In poll position, si sono aggiudicati il merito <em>Dio</em>, da una parte e <em>gli uomini</em>, dall&#8217;altra.<br />
Alla fazione evoluzionista si contrapponevano anche coloro i quali, non convinti della possibilità che Dio &#8220;<em>avesse inventato anche (i nomi) cattedra e banco</em>&#8220;, proponevano <em>Gesù</em> come il più aggiornato sui nomi delle cose &#8220;nuove&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è stato anche chi, ha individuato <em>internet</em> come l&#8217;attribuitore del nome delle cose.</p>
<p style="padding-left: 30px;">- Ma come ha fatto internet ad inventare i nomi delle cose? &#8211; chiedo<br />
- Quanto tu scrivi dentro no? Tu chiedi qualsiasi cosa e lui ti dice tutto anche come si chiama.</p>
<p>In classe avevo manciate di conchiglie, perché non provare a dar loro i nomi? I nomi scientifici (in botanica, in biologia&#8230; e in <span style="text-decoration: underline;">malacologia</span>, la scienza che studia le conchiglie) li attribuiscono gli studiosi: nel caso delle conchiglie Linneo (1758), ma i nomi comuni? I nomi con i quali siamo abituati a chiamarle? Non nascono dalle loro forme? Dalle dimensioni, dai colori? Da qualche leggenda forse&#8230; o sono semplicemente inventati?</p>
<p><strong>Come si chiama questa conchiglia per voi?</strong></p>
<p><img class="float-left" src="/images/conchiglie/murex.jpg" alt="murex" width="200" height="218" /></p>
<p>Agolone<br />
Castello marino<br />
Scudo d&#8217;oro<br />
Corno d&#8217;oro
</p>
<p style="padding-left: 30px;">ed ecco svelato&#8230;</p>
<p><strong>Qual è il suo nome scientifico invece?</strong><br />
<strong>Haustellum brandaris</strong></p>
<p><strong>Come viene chiamata comunemente?</strong><br />
Murice comune, però ci sono anche i nomi dialettali: Garùsolo mascio, Bulo mascio (Veneto), Garùsa (Venezia Giulia), Cornetti (Liguria), Mommolo (Abruzzo), Ragusa (Marche), Sconciglio (Campania), Cocciolo (Puglia) Boccone di mare (Sardegna).</p>
<p><strong>Curiosità</strong><br />
Questa è una delle specie da cui i Romani estraevano la porpora per colorare i tessuti.<br />
Per riuscire tingere anche solo una veste o una tunica occorrevano migliaia di esemplari. Per questo motivo era preziosissima e solo in pochi potevano esibire in pubblico questo colore.</p>
<hr />Passiamo ad altre conchiglie</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="/images/conchiglie/Venus-verrucosa.jpg" alt="" /></p>
<p>Di queste conchiglie ve n&#8217;è una varietà davvero infinita (guarda <a href="http://elrinconmarinos-nogasteropodos.iespana.es/Veneridae.htm" target="_self">questo sito,</a> per esempio)</p>
<p>I ragazzi l&#8217;han chiamata: cappello di mare, ventaglio rigato e conchiglia del faraone, ma il suo nme è <em><strong>Venus Verrucosa</strong>:</em> è molto buona da mangiare e viene comunemente chiamata tartufo di mare.</p>
<p>Da non confondere con quest&#8217;altra!!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="/images/conchiglie/acanthocardia-echinata.jpg" alt="" width="300" height="316" /></p>
<p style="text-align: left;">l&#8217; <em><strong>Acanthocardia echinata,</strong></em> comunemente chiamata Cuore Tubercolato</p>
<p><img class="float-left" src="/images/conchiglie/NassariusNitidus3.jpg" alt="" /> Queste tre conchigliette, invece hanno ispirato nomi come: la porta del mare, la conchiglia patata, il vaso di mare, la lumaca lunga. In realtà si chiama <em><strong>Nassarius nitidus</strong></em> e comunemente viene chiamata Nassa, Lumachino, Lumachina di mare. Si trovano facilmene: il mollusco vive su pochissimi centimetri d&#8217;acqua. L&#8217;esemplare più piccolino e colorato (guarda <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Nassarius_mutabilis_002.JPG" target="_blank">qui </a>la foto) si chiama invece Nassarium mutabilis.</p>
<p>Per oggi concludiamo con questa meraviglia&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="/images/conchiglie/capa.jpg" alt="capa" width="400" height="358" /></p>
<p>Il ventaglio dorato, il ventaglio giallo, il piatto d&#8217;oro, l&#8217;orecchia d&#8217;elefante, l&#8217;orecchia d&#8217;orso, il pettine della principessa, in realtà di chiama <strong><em>Pecten jacobaeus</em></strong>, volgarmente noto come capasanta, cappasanta o conchiglia di San Giacomo (il santo pellegrino di Compostela)</p>
<p>Chi è andato a vedere la magnifica mostra delle conchiglie al Museo di Civico Scienze Naturali di Pordenone?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Acrostici autunnali</title>
		<link>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2008/10/acrostici-autunnali/</link>
		<comments>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2008/10/acrostici-autunnali/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 17:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[news e segnalazioni del laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>
		<category><![CDATA[giochi di parole]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Fantastico! Oggi abbiamo composto il nostro primo testo poetico. Non sto scherzando! Non ci credete? E perché no? Gli stormi (stiamo leggendo Luis Sepulveda, oramai siamo tutti gabbiani), dopo aver parlato tutti insieme dell&#8217;autunno e delle sue caratteristiche, si sono cimentati con la loro prima composizione poetica&#8230; e vedrete cosa ne è venuto fuori: non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Fantastico!</p>
<p>Oggi abbiamo composto il nostro primo testo poetico.</p>
<p>Non sto scherzando!</p>
<p>Non ci credete? E perché no?</p>
<p>Gli stormi (stiamo leggendo Luis Sepulveda, oramai siamo tutti gabbiani), dopo aver parlato tutti insieme dell&#8217;autunno e delle sue caratteristiche, si sono cimentati con la loro prima composizione poetica&#8230; e vedrete cosa ne è venuto fuori: non poteva essere altrimenti.</p>
<p>In questo sito di acrostici ne troverete a tonnellate. Ne ho riletti alcuni (era da tempo che non lo facevo) e mi son trovata a rotolare ancora dal ridere.</p>
<p>Che cosa sia un acrostico lo troverete spiegato <em><a target="_blank" href="http://libereparole.terzocircolo-pn.it/?p=232">qui</a></em>, se volete accedere, invece, alla collezione completa (sfogliate le pagine) cliccare <q><a target="_blank" href="http://libereparole.terzocircolo-pn.it/?cat=230">acrostici</a></q> qui, o sul menù a destra.</p>
<p>Per chi leggesse per la prima volta questo blog: avrei piacere che che occupaste due minuti per leggere questo mio articolo (<a target="_blank" href="http://libereparole.terzocircolo-pn.it/?p=245">cliccate qui</a>)</p>
<address><em>Francesca</em></address>
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		<title>È bello</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 14:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>
		<category><![CDATA[racconti e Narrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Preso lo spunto da una lettura tratta da Marmellata di Basilico di Guido Quarzo, i ragazzi si sono cimentati nel loro primo testo. Un testo che parlava di vacanze oramai distanti, ma da non dimenticare, di mare e di montagna. Questo lavoro è iniziato con un brain stormy e le idee — così — han [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Preso lo spunto da una lettura tratta da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Quarzo" target="_blank">Marmellata di Basilico di Guido Quarzo</a>, i ragazzi si sono cimentati nel loro primo testo.</p>
<p>Un testo che parlava di vacanze oramai distanti, ma da non dimenticare, di mare e di montagna.</p>
<p>Questo lavoro è iniziato con un brain stormy e le idee — così — han fatto presto a girare, fra un racconto, una sensazione, un ricordo, una nostalgia.</p>
<p>Questi testi che seguono sono un ensemble dei racconti che ho raccolto. La composizione delle frasi è casuale sperando di non far torto a nessuno&#8230; anche se, non pubblicarli per esteso fa un po&#8217; torto a tutti: sono stati bravissimi!</p>
<p>Quando e&#8217; bello per me? Quando i bambini cominciano a scrivere in autonomia e cominciano a mettere se stessi in quello che scrivono: è una gioia rara.</p>
<p align="right"><em>Francesca</em></p>
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		<title>Cinema 2</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2007 16:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[news e segnalazioni del laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Quando ci occupammo di cinema Clicca qui per leggere l&#8217;articolo lavorammo anche su dei filmati on line, studiandone la sceneggiatura e facendo dei lavori riguardo la scomposizione della regia degli stessi. Avevo promesso ai ragazzi che avrei trovato una soluzione alla mia ostinazione nel non dare loro i links (si trattava di un portale pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><img width="150" height="478" title="mr bean" alt="mr bean" class="float-right" src="/images/post/mrbean1.jpg" />Quando ci occupammo di cinema</p>
<p><a href="http://libereparole.terzocircolo-pn.it/?p=627"><img width="48" height="52" src="http://libereparole.terzocircolo-pn.it/images/post/visita.gif" />Clicca qui per leggere l&#8217;articolo</a></p>
<p>lavorammo anche su dei filmati on line, studiandone la sceneggiatura e facendo dei lavori riguardo la scomposizione della regia degli stessi. Avevo promesso ai ragazzi che avrei trovato una soluzione alla mia ostinazione nel non dare loro i links (si trattava di un portale pubblico e privo di possibilità di filtro, non volevo si trovassero nell&#8217;occasione di navigarci in autonomia). La soluzione è arrivata.</p>
<ul>
<li><a target="_blank" href="/film/mrbeanauto.mp4">Clicca qui per scaricare il primo filmato di Mr. Bean</a></li>
<li><a target="_blank" href="/film/mrbeanpoltrona.mp4">Clicca qui per scaricare il secondo filmato di Mr.Bean</a></li>
</ul>
<p>Un filmato che feci vedere e che colpì molto le ragazze, quando si parlava di pubblicità è stato questo:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" href="/film/campagnadove.mp4">Campagna Dove</a> — lo consiglio veramente a tutti.</li>
</ul>
<p>Bisogna aver pazienza però: i file sono piuttosto grandi.</p>
<div align="right"><font size="1"><em>Mae Bea Frescamora Mc Banny</em></font></div>
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