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	<title>Laboratorio delle Libere Parole &#187; letture</title>
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	<description>\"Creativa.mente\" Laboratorio delle Libere Parole, il Blog di scrittura creativa delle classi della maestra Francesca della Scuola Elementare Michelangelo Grigoletti di Pordenone</description>
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		<title>Lettera di Ramesse</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 18:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[una storia al giorno]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>A grande richiesta, inserisco qui un estratto da “In campagna è un&#8216;altra cosa (c&#8217;è più gusto)” di Achille Campanile: la lettera di Ramesse; che abbiamo letto in classe. Ecco qui il papiro della discordia! Clicca qui sotto per scaricare il testo La lettera di Ramesse]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>A grande richiesta, inserisco qui un estratto da “<em>In </em><em>campagna è un</em>&#8216;<em>altra cosa</em> (c&#8217;<em>è</em> più gusto)” di Achille Campanile: la lettera di Ramesse; che abbiamo letto in classe.</p>
<p>Ecco qui il papiro della discordia!</p>
<div id="attachment_1927" class="wp-caption aligncenter" style="width: 501px"><a href="http://libereparole.terzocircolo-pn.it/wp-content/uploads/2011/01/lettera-ramesse.png"><img class="size-large wp-image-1927" title="lettera ramesse" src="http://libereparole.terzocircolo-pn.it/wp-content/uploads/2011/01/lettera-ramesse-1024x118.png" alt="" width="491" height="57" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per ingrandire</p></div>
<p style="text-align: center;">Clicca qui sotto per scaricare il testo</p>
<h2 style="text-align: center;"><a href="http://libereparole.terzocircolo-pn.it/wp-content/uploads/2011/01/La-lettera-di-Ramesse.pdf">La lettera di Ramesse</a></h2>
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		<title>Matilda mi racconti una storia?</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 14:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[una storia al giorno]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
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		<category><![CDATA[vivi pordenone]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Letture rivolte ai bambini e ai loro genitori. Riprendono anche quest&#8217;anno le letture per bambini e i loro genitori nell&#8217;ambito del progetto MATILDA MI RACCONTI UNA STORIA organizzato dalla Biblioteca Civica di Pordenone scarica il programma: interessantissimo e con moltissime date, da ottobre 2010 fino giugno 2011: non perdetevi l&#8217;occasione!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><img class="alignleft size-medium wp-image-1714" title="logo-nati-per-leggere" src="http://libereparole.terzocircolo-pn.it/wp-content/uploads/2010/10/logo-nati-per-leggere-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" />Letture rivolte ai bambini e ai loro genitori.</p>
<p>Riprendono anche quest&#8217;anno le letture per bambini e i loro genitori nell&#8217;ambito del progetto MATILDA MI RACCONTI UNA STORIA organizzato dalla Biblioteca Civica di Pordenone</p>
<p><a href="http://www.pordenonefutura.it/UserFiles/File/depliant%20letture%20bambini.doc">scarica il programma</a>: interessantissimo e con moltissime date, da ottobre 2010 fino giugno 2011: non perdetevi l&#8217;occasione!</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Владимир Яковлевич Пропп</title>
		<link>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2010/10/413/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 22:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[libere parole]]></category>
		<category><![CDATA[mae zine-zone]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione delle opere]]></category>
		<category><![CDATA[fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Владимир Яковлевич Пропп Vladimir Jakovlevic Propp e l&#8217;analisi delle fiabe una sintesi di un lavoro didattico La fiaba è un tipo di narrazione i cui protagonisti non sono quasi mai animali (tipici invece nella favola), ma creature umane, coinvolte in avventure straordinarie con personaggi dai poteri magici come fate, orchi, giganti e così via. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><strong>Владимир Яковлевич Пропп</strong></p>
<h4>Vladimir Jakovlevic Propp e l&#8217;analisi delle fiabe</h4>
<p><strong>una sintesi di un lavoro didattico</strong></p>
<p>La <strong>fiaba</strong> è un tipo di narrazione i cui protagonisti non sono quasi mai animali (tipici invece nella favola), ma creature umane, coinvolte in avventure straordinarie con personaggi dai poteri magici come fate, orchi, giganti e così via.</p>
<p>Le fiabe sono state tramandate oralmente, ma c&#8217;è chi le ha raccolte e trascritte dando loro una particolare struttura come Charles Perrault in Francia, i fratelli Grimm in Germania, e ai nostri tempi Italo Calvino in Italia e Aleksander Afanasiev in Russia. Gli inventori di fiabe sono invece il danese Hans Christian Andersen, l&#8217;italiano Collodi (Pinocchio), l&#8217;inglese James Matthew Barrie (Peter Pan).</p>
<p>Le fiabe, da sempre considerate patrimonio della letteratura infantile e relegate in posizione subalterna rispetto ad altri testi, sono state attualmente rivalutate dalla scienza antropologica attraverso lo studio delle tradizioni popolari e delle culture orali.</p>
<p>L&#8217; antropologo russo, Vladimir Propp, ha scoperto nelle società tribali e nel rito di iniziazione le origini storiche della fiaba e ne ha studiato la struttura che egli propone anche come modello di tutte le narrazioni.</p>
<p>Lo schema di analisi della fiaba è detto &#8220;schema di Propp&#8221; dal nome del suo autore e propone una situazione iniziale (di tranquillità), l&#8217;imposizione di un divieto, l&#8217;infrazione del divieto e conseguente rottura della situazione iniziale, le peripezie dell&#8217;eroe, il dono magico da parte di un aiutante dell&#8217;eroe, la lotta dell&#8217;eroe con l&#8217;antagonista o oppositore, la vittoria e il ritorno, il ristabilimento della situazione di equilibrio.</p>
<p>La situazione iniziale può essere turbata dall&#8217;intervento dell&#8217;oppositore che attua un rapimento; l&#8217;eroe può essere indotto alle peripezie da una promessa o da una prova che deve superare; la conclusione può avvenire con le nozze tra l&#8217;eroe e la principessa, ma in sostanza lo schema dello svolgimento non cambia di molto.</p>
<p>Lo schema semplificato può essere così rappresentato:</p>
<ul>
<li>equilibrio iniziale (inizio)</li>
<li>rottura dell&#8217;equilibrio iniziale per qualche fattore (movente o complicazione)</li>
<li>peripezie</li>
<li>ristabilimento dell&#8217;equilibrio (conclusione)</li>
</ul>
<p>I ruoli dei personaggi e le relazioni che intercorrono tra di loro sono invariabili e imprescindibili:</p>
<div style="text-align: center;"><img class="center" title="L'eroe, l'aiutante, l'antagonista" src="/images/post/eroe.jpg" alt="L'eroe, l'aiutante, l'antagonista" /></div>
<table class="tabella" style="width: 500px;">
<tbody>
<tr>
<td>1. Allontanamento</td>
<td>Uno dei membri della famiglia si allontana da casa per lavoro,<br />
per un viaggio oppure muore.</td>
</tr>
<tr>
<td>2. Divieto</td>
<td>All&#8217;eroe è imposta una proibizione o riceve un ordine.</td>
</tr>
<tr>
<td>3. Infrazione</td>
<td>Il divieto è infranto; funzione appaiata alla precedente.<br />
A questo punto entra l&#8217;antagonista, il cui ruolo è turbare la pace della famiglia, provocare qualche sciagura, danno&#8230;</td>
</tr>
<tr>
<td>4. Investigazione</td>
<td>L&#8217;antagonista tenta di ottenere informazioni su dove si trovino persone o oggetti; oppure è la vittima che              interroga l&#8217;antagonista.</td>
</tr>
<tr>
<td>5. Delazione</td>
<td>L&#8217;antagonista riceve informazioni sulla sua vittima.</td>
</tr>
<tr>
<td>6. Tranello</td>
<td>L&#8217;antagonista tenta di ingannare la vittima per impadronirsi di lei o dei suoi averi. Preliminarmente muta aspetto,              quindi agisce con l&#8217;inganno, con la magia o con la persuasione.</td>
</tr>
<tr>
<td>7. Connivenza</td>
<td>La vittima cade nell&#8217;inganno e con ciò favorisce involontariamente il nemico.</td>
</tr>
<tr>
<td>8. Danneggiamento</td>
<td>L&#8217;antagonista arreca danno o menomazione a uno dei membri della famiglia. Mentre le precedenti funzioni sono              preparatorie, il danneggiamento dà l&#8217;avvio all&#8217;azione narrativa              vera e propria. Può presentarsi sotto una ricca varietà              di forme: rapimento, trafugamento o eliminazione del mezzo magico,              rovina del raccolto, scomparsa di una persona, sottrazione dei più              svariati oggetti&#8230;</td>
</tr>
<tr>
<td>9. Mediazione, momento di connessione</td>
<td>La mancanza è resa nota; ci si rivolge all&#8217;eroe con una preghiera o un ordine, lo si manda o lo si              lascia andare.<br />
Questa funzione introduce l&#8217;eroe, che può essere di due tipi: cercatore &#8211; nelle fiabe in cui l&#8217;eroe aiuta un personaggio danneggiato;              vittima quando il danneggiato è vittima e la storia ne segue              le peripezie.</td>
</tr>
<tr>
<td>10. Inizio della reazione</td>
<td>L&#8217;eroe-cercatore, su richiesta o autonomamente, decide di porre fine alla situazione di danneggiamento o mancanza.</td>
</tr>
<tr>
<td>11. Partenza</td>
<td>L&#8217;eroe abbandona la casa: se è cercatore parte con uno scopo preciso; se è vittima comincia              una serie di peregrinazioni con svariate avventure. A volte l&#8217;allontanamento              non implica spostamento nello spazio, in altre si presenta come fuga.<br />
A questo punto entra in scena il donatore.</td>
</tr>
<tr>
<td>12. Prima funzione del donatore</td>
<td>L&#8217;eroe è messo alla prova, interrogato,aggredito ecc., come preparazione al conseguimento di un mezzo o aiutante              magico. È una funzione di grande importanza che può              presentarsi nei modi più diversi: richiesta di aiuto o di un              servizio da parte di creature deboli o in difficoltà; proposta              di scambio dell&#8217;oggetto magico con un altro oggetto; richiesta di              mansioni strane o onerose senza ricompensa&#8230;</td>
</tr>
<tr>
<td>13. Reazione dell&#8217;eroe</td>
<td>L&#8217;eroe reagisce all&#8217;operato del futuro donatore, superando in genere la prova.</td>
</tr>
<tr>
<td>14. Conseguimento del mezzo magico</td>
<td>Il superamento della prova consente all&#8217;eroe di entrare in possesso del mezzo magico, nelle modalità più              diverse: direttamente o attraverso istruzioni o raccomandazioni del              donatore; oppure il mezzo magico si presenta casualmente o personaggi              diversi si mettono a disposizione dell&#8217;eroe&#8230;<br />
Al mancato superamento della prova (raramente) seguono severi castighi.</td>
</tr>
<tr>
<td>15 Trasferimento dell&#8217;eroe nello spazio</td>
<td>L&#8217;eroe si trasferisce, è portato o condotto sul luogo in cui si trova l&#8217;oggetto delle sue ricerche,              di solito in un altro luogo molto distante in linea orizzontale, a              grande altezza o profondità.</td>
</tr>
<tr>
<td>16. Lotta</td>
<td>L&#8217;eroe e l&#8217;antagonista ingaggiano direttamente la lotta, in campo aperto o come competizione basata sull&#8217;astuzia.</td>
</tr>
<tr>
<td>17. Marchiatura</td>
<td>All&#8217;eroe è impresso un marchio particolare o direttamente sul corpo (una ferita per esempio) o con              un oggetto (fazzoletto, anello&#8230;)</td>
</tr>
<tr>
<td>18. Vittoria</td>
<td>L&#8217;antagonista è vinto (ucciso, scacciato&#8230;), eliminato nella sua funzione negativa.</td>
</tr>
<tr>
<td>19. Rimozione della sciagura o della mancanza</td>
<td>La situazione iniziale di precarietà (sciagura o mancanza) è rimossa.</td>
</tr>
<tr>
<td>20. Ritorno</td>
<td>L&#8217;eroe ritorna in maniera immediata senza l&#8217;indicazione di una nuova funzione di trasferimento.</td>
</tr>
<tr>
<td>21. Persecuzione, inseguimento</td>
<td>L&#8217;eroe è sottoposto a persecuzione.È inseguito dal persecutore trasformato in animale che tenta              di divorarlo, o in oggetti allettanti sul suo cammino&#8230;</td>
</tr>
<tr>
<td>22. Salvataggio</td>
<td>L&#8217;eroe si salva dalla persecuzione fuggendo, trasformandosi in oggetti che lo rendono irriconoscibile.<br />
Con la sconfitta del persecutore moltissime fiabe terminano. L&#8217;antagonista viene punito (30) e l&#8217;eroe si sposa (31).<br />
Ma spesso non è così e la fiaba comincia tutta da capo, dando il via al secondo movimento, una fiaba nella fiaba, una nuova serie di funzioni.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">23. Arrivo in incognito dell&#8217;eroe</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">24. Il falso eroe avanza pretese infondate</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">25. All&#8217;eroe è proposto un compito difficile</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">26. Il compito è eseguito</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">27. L&#8217;eroe è riconosciuto</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">28. Il falso eroe è smascherato</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">29. L&#8217;eroe assume nuove sembianze</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">30. Punizione dell&#8217;antagonista</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">31. L&#8217;eroe si sposa e sale al trono</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h4>Le funzioni che si incontrano più frequentemente sono:</h4>
<ul>
<li><span style="font-size: x-small;">l&#8217;allontanamento</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">la mancanza</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">il danneggiamento</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">il divieto e l&#8217;ordine</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">il divieto infranto</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">il conseguimento del mezzo magico</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">l&#8217;impresa o il compito difficile</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">le prove da superare</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">la lotta fra l&#8217;eroe e l&#8217;antagonista</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">la punizione dell&#8217;antagonista</span></li>
<li><span style="font-size: x-small;">le nozze dell&#8217;eroe e il premio</span></li>
</ul>
<div style="text-align: center;"><img title="Elisa Moriconi fiaba" src="/images/post/moriconi1.jpg" alt="Elisa Moriconi fiaba" /></div>
<p><small> Disegno di Elisa Moriconi </small></p>
<p>Le <strong>fiabe</strong> sono state tramandate a voce di generazione in generazione per lunghi secoli e chi narrava le fiabe spesso le modificava o mescolava gli episodi di una fiaba con quelli di un&#8217;altra dando a volte origine ad un&#8217;altra fiaba.Esse hanno un&#8217;origine popolare, descrivono la vita della povera gente, le sue credenze, le sue paure, il suo modo di immaginarsi i re e i potenti e venivano raccontate da contadini, pescatori, pastori e montanari attorno al focolare, nelle aie o nelle stalle; non erano considerate, come ora, solamente racconti per bambini, ma rappresentavano un divertimento anche per gli adulti ed avevano grande importanza per la vita della comunità.</p>
<h4>Le caratteristiche</h4>
<p>Tutte le fiabe del mondo hanno le stesse caratteristiche.</p>
<ul>
<li>i personaggi, l&#8217;epoca e i luoghi sono indicati genericamente e non sono descritti (si dice &#8220;C&#8217;era una volta&#8230;&#8221;, &#8220;In un paese lontano&#8230;&#8221;, ma non si dice né dove né quando)</li>
<li>i fatti che si presentano nel racconto sono fatti impossibili e i personaggi inverosimili (molti fatti narrati possono accadere solo per magia e molti personaggi non possono esistere nella realtà)</li>
<li>si rappresenta sempre un mondo diviso in due (i personaggi sono o buoni o cattivi, o furbi o stupidi e non esistono vie di mezzo, la ragione sta sempre da una sola parte)</li>
<li>i motivi sono sempre ricorrenti (gli elementi e gli episodi sono spesso presenti anche in altre fiabe)</li>
<li>c&#8217;è sempre un lieto fine (i buoni e i coraggiosi vengono premiati, le ragazze povere diventano principesse, i giovani umili ma coraggiosi salgono sul trono)</li>
<li>c&#8217;è sempre una morale, anche se non è espressa chiaramente come nella favola, che insegna a rispettare gli anziani e la famiglia, ad onorare le autorità, ad essere coraggiosi per migliorare la propria condizione.</li>
</ul>
<h4>Il linguaggio</h4>
<p>Il linguaggio della fiaba è quello dei narratori del popolo, in genere molto semplice e a volte un po&#8217; sgrammaticato, ma ricco di modi di dire e di formule popolari. Viene solitamente utilizzato il discorso diretto perché le battute del dialogo permettevano al narratore di cambiare la voce e di tener viva l&#8217;attenzione di chi ascoltava.<br />
Sono frequenti e quasi obbligatorie le ripetizioni (&#8220;Cammina, cammina&#8230;&#8221;, &#8220;Cerca, cerca&#8230;&#8221;, &#8220;Tanto, tanto tempo fa&#8230;&#8221;) e le triplicazioni perché raccontare tre volte lo stesso fatto, aveva lo scopo di allungare la storia, di renderla più chiara, di prolungare la sensazione di mistero. Le formule d&#8217;inizio e le formule di chiusura sono sempre le stesse (&#8220;C&#8217;era una volta&#8230;&#8221;, &#8220;In un paese lontano&#8230;&#8221;, &#8220;Così vissero felici e contenti&#8230;&#8221;), numerose le formule magiche e le filastrocche.</p>
<h4>Il rito d&#8217;iniziazione</h4>
<p>Nel 1946 appariva in russo il saggio di Vladimir Propp &#8220;Le radici storiche dei racconti di fate&#8221; e già nel 1949 uscivano a Torino nella traduzione italiana di Clara Coisson. La conclusione che Propp raggiunge attraverso un lungo esame analitico è che per la maggior parte gli elementi costitutivi delle fiabe debbano farsi risalire a riti e miti &#8220;primitivi&#8221; (del regime del clan), e più specialmente al &#8220;ciclo d&#8217;iniziazione&#8221; e alle &#8220;rappresentazioni della morte&#8221;.<br />
Le fiabe popolari, soprattutto quelle di magia, sono quindi il ricordo di una antica cerimonia chiamata rito d&#8217;iniziazione che veniva celebrata presso le comunità primitive. Durante questo rito veniva festeggiato in modo solenne il passaggio dei ragazzi dall&#8217;infanzia all&#8217;età adulta. Essi venivano sottoposti a numerose prove con le quali dovevano dimostrare di saper affrontare da soli le avversità dell&#8217;ambiente e di essere pertanto maturi per iniziare a far parte della comunità degli adulti. Dopo le prove, i ragazzi e le ragazze, come in una rappresentazione teatrale guidata spesso da uno stregone, dovevano &#8220;morire&#8221; per celebrare la morte dell&#8217;infanzia. Questa loro morte temporanea veniva di solito provocata con sostanze stupefacenti e al risveglio i giovani venivano considerati adulti.</p>
<h4>Dal rito alla fiaba</h4>
<p>Col passare del tempo il rito d&#8217;iniziazione non si celebrò più e ne rimase solamente il ricordo, ma gli anziani continuavano a ricordarlo nei loro racconti. Il racconto degli anziani venne tramandato per secoli e secoli, con trasformazioni continue, anche quando il ricordo del rito si era perso del tutto e nacque così la fiaba. Nella fantasia di chi tramandava i racconti i giovani, sottoposti al rito, sono diventati i protagonisti delle fiabe, gli stregoni sono diventati i personaggi che fanno paura come gli orchi, le streghe, i mostri, i lupi e le armi, che ricevevano i ragazzi, sono diventate i doni magici che i protagonisti delle fiabe ricevono dagli aiutanti che incontrano.</p>
<h4>Ricerca e interpretazione</h4>
<p>Lo studio dei racconti popolari inizia poco dopo il 1800 e si rivolge quasi esclusivamente alla fiaba e alla saga, mente l&#8217;interesse per altri generi narrativi nasce solamente negli ultimi decenni.</p>
<h4>Bibliografia</h4>
<p><small>I due principali studi di Propp sulla composizione, sugli elementi e sulle radici storiche e culturali della fiaba sono <em>Morfologia della fiaba</em> e <em>Le radici storiche dei racconti di magia</em>. Nel primo, lo studioso si propone di classificare i diversi rami del genere fiabesco in modo preciso e scientifico, identificando le funzioni immutabili dei personaggi e le loro caratteristiche fondamentali sulla base di una convincente documentazione empirica (cento favole di Afanasev).In <em>Le radici storiche dei racconti di magia</em>, Propp si dedica alla ricostruzione della genesi della fiaba e la inserisce in un più ampio contesto storico e culturale. Nel racconto di magia viene individuata la rappresentazione creativa e autenticamente popolare di antichi rapporti di produzione e delle corrispondenti manifestazioni magico-religiose.</small></p>
<div class="rif"><a href="http://cmapspublic2.ihmc.us/servlet/SBReadResourceServlet?rid=1183184261256_765340214_5582&amp;partName=htmltext"> Mappa concettuale sulla favola</a><br />
<a href="http://cmapspublic2.ihmc.us/servlet/SBReadResourceServlet?rid=1183387620845_420702854_1258&amp;partName=htmltext"> Mappa concettuale sulla fiaba</a></p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;anello di Re Salomone</title>
		<link>http://libereparole.terzocircolo-pn.it/2010/01/lanello-di-re-salomone/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 15:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br/>Un libro stupendo da leggere con i ragazzi e che consiglio proprio per questo periodo è &#8220;L&#8217;anello di Re Salomone&#8221; di Konrad Lorenz. Ve ne lascio qui in breve estratto e vi faccio un regalo: cliccando sulla copertina del libro potrete scaricare grautiramente tutto il libro in formato pdf. Buona lettura! &#8220;E agli animali non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Un libro stupendo da leggere con i ragazzi e che consiglio proprio per questo periodo è &#8220;L&#8217;anello di Re Salomone&#8221; di Konrad Lorenz.</p>
<p>Ve ne lascio qui in breve estratto e vi faccio un regalo: cliccando sulla copertina del libro potrete scaricare grautiramente tutto il libro in formato pdf. Buona lettura!</p>
<div id="attachment_1215" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://libereparole.terzocircolo-pn.it/pdf/konrad.pdf"><img class="size-full wp-image-1215 " title="anellore" src="http://libereparole.terzocircolo-pn.it/wp-content/uploads/2010/01/anellore.jpg" alt="Anello re Salomone" width="180" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Scarica gratuitamente il libro di Konrad Lorenz</p></div>
<p style="text-align: justify;">&#8220;E agli animali non si può fare premura: se si vogliono studiare le oche selvatiche bisogna vivere con loro, e, se si vuol vivere con loro, bisogna adattarsi al loro ritmo; e se madre natura non vi ha dotato di una benedetta pigrizia, non ci riuscirete assolutamente. Una persona costituzionalmente laboriosa e attiva perderebbe la ragione se fosse costretta a trascorrere un’estate in qualità di oca fra le oche come ho fatto io (con qualche interruzione).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Almeno metà della giornata le oche la trascorrono intente tranquillamente a digerire, e dell’altra metà ne hanno bisogno, a dir poco, i tre quarti per pascolare; e le attività che val la pena di osservare, cui le oche si dedicano quando non digeriscono e non pascolano, coprono complessivamente al massimo un ottavo del periodo di veglia. Le oche selvatiche sarebbero proprio degli animali mortalmente noiosi, se in quell’ottava parte della giornata non facessero cose tanto interessanti. &#8211;&gt;<em> clicca sui puntini di sospensione per leggere il resto</em><span id="more-1214"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Quando siete in giro sulle rive del Danubio con un branco di oche selvatiche, potete poltrire senza il minimo rimorso, perché siete costretti a starvene sdraiati al sole per sette ottavi della giornata, con la macchina fotografica a portata di mano carica e pronta allo scatto, ma non siete affatto tenuti a sorvegliare gli uccelli: il vostro orecchio esperto comprende subito, dal verso che fanno, se essi smettono di pascolare o di dormire per dedicarsi a cose più interessanti. Naturalmente, finché le oche sono ancora piccole e ci stanno ansiosamente alle calcagna, è assai facile indurle a seguirci nei nostri spostamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si conoscono ed entro certi limiti si sanno imitare i versi delle oche selvatiche, si può indurre anche un branco di oche adulte, che non hanno più bisogno di stare appiccicate a noi, a spostarsi, o a volar via, o che altro si voglia. Ma in questi tentativi di influenzare gli animali bisogna essere prudenti e moderati, e non si deve andar molto oltre ciò che fanno normalmente i genitori oche quando guidano i loro piccoli. Questi ultimi sono subito affaticati, sia fisicamente sia psichicamente, se non li si lascia un po’ in pace. Senza dubbio io avevo preteso troppo dalla mia Martina nei primi giorni della sua vita, e perciò essa rimase un po’ indietro nello sviluppo e crebbe magra e nervosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Le oche più grandicelle, in cui è un poco scemato il timore di restare sole, non accettano pressioni in questo senso, e se ne rimangono tranquillamente indietro a pascolare. Però anche con loro bisogna andare assai cauti con le incitazioni vocali o di altro genere, soprattutto perché altrimenti si finisce per ottundere e far scomparire proprio le reazioni che si voleva studiare. Farò un esempio. Le oche reagiscono istintivamente al verso dei genitori o di altre oche che esprimono l’intenzione di spostarsi di luogo. La persona che si prende cura delle oche può imitare assai bene questo verso, inducendole così a seguirla. Ma se lo fa troppo spesso, cioè praticamente più spesso di quello che fanno le oche nella loro vita normale, logora la reazione, e di conseguenza le oche non faranno più caso a quel verso: quindi con un tale addestramento negativo si viene ad annullare proprio quelle reazioni innate ed eredtarie che si volevano studiare.i</p>
<p style="text-align: justify;">Per evitare questo errore si deve possedere quella che a ragione si chiama una pazienza da bestia.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolarmente interessanti sono i versi con cui le oche selvatiche esprimono la voglia di andarsene o di nuotare o volare via. Anche se molto piccole, le ochette reagiscono, in virtù di un meccanismo innato, alle più sottili sfumature di questo vocabolario veramente complesso. Il normale verso delle oche, quel ben noto sbattere del becco sommesso e veloce, risuona, di tanto in tanto, anche quando gli animali sono fermi, o pascolano, o camminano lentamente.<br />
Questo verso, a causa della forza dei suoni armonici che lo compongono, risulta tipicamente spezzato in sei-dieci sillabe. Il numero delle sillabe e la forza dei suoni armonici acuti aumentano di pari passo nel verso abituale delle oche, ma sono inversamente proporzionali all’intensità del suono nel suo complesso. Quante più sillabe ha il verso delle oche, tanto più ha un suono acuto e sommesso. Se questi tre segni caratteristici sono molto pronunciati, vuol dire che gli animali si trovano molto a loro agio e non hanno tendenza a mutar presto di luogo.<br />
Di conseguenza, un verso polisillabico, acuto e sommesso, in termini umani significa: «Qui stiamo bene, lasciateci rimanere qui», con in più il significato accessorio dell’«Io sono qui, ci sei ancora anche tu?». Se invece nell’oca si fa strada il desiderio di cambiare luogo, cambia anche il suo verso: diminuisce il numero delle sillabe, scompaiono i suoni acuti e lo schiamazzo diviene più forte. Un verso di sei sillabe corrisponde di già alla marcia lenta ma continua, ad esempio, in un pascolo magro dove gli animali devono fare uno o due passi tra uno stelo e l’altro.<br />
Se il verso è di sole cinque sillabe è già assai evidente la voglia di marciare, e gli animali pensano principalmente ad avanzare, fermandosi di rado a beccare un altro stelo. Con quattro sillabe si manifesta una motivazione assai intensa al cambiamento di luogo, e quasi sempre in questo stato d’animo l’oca ha il collo allungato e teso. Con tre sillabe si annuncia una marcia velocissima, il collo dell’oca è estremamente allungato, e già si fa sentire la disposizione al volo.<br />
Un verso di due sillabe, che suona sempre come un profondo e assai forte «gangang, gangang», indica inequivocabilmente che l’oca è in procinto di volar via. Se non si appresta a volar via, ma solo a spostarsi per via terrestre o acquatica l’oca dispone di una particolare espressione sonora, cui ricorre solo in questa occasione; pressappoco fra il verso a tre e quello a quattro sillabe, là dove di solito si potrebbe cominciare a sospettare una disposizione al volo, l’oca emette un forte suono metallico, ben distinto dagli altri, un verso di tre sillabe, la cui sillaba intermedia, fortemente accentuata, è più alta di circa sei toni delle altre due; esso suona pressappoco come un «ganghingang».</p>
<p style="text-align: justify;">I genitori che hanno i piccoli ancora incapaci di volare si trovano comprensibilmente assai spesso a dover esprimere l’intenzione di cambiare luogo, accentuando però il fatto che «non» si deve volare. Anche le oche domestiche che guidano i loro piccoli emettono assai spesso questo verso, che al conoscitore fa sempre un effetto assai comico perché queste grasse bestiole non possono comunque volare, e quindi le loro ininterrotte «rassicurazioni» che si recheranno a piedi e non in volo nel luogo prescelto sono del tutto superflue.<br />
Ma dato che questi versi dipendono da un meccanismo del tutto istintivo, gli animali naturalmente non hanno la più pallida idea di tali contraddizioni. Parimenti innato ed ereditario è, come abbiamo già detto, il meccanismo in virtù del quale la giovane ochetta comprende il vocabolario dei suoi simili: a soli due o tre giorni di vita i piccoli già reagiscono prontamente a tutte le sottili sfumature sopra descritte. Se diminuiscono le sillabe e aumenta l’intensità dei suoni con cui vengono chiamati, i piccoli smettono di pascolare, alzano il capino, e a poco a poco tutto il branco entra nello stato d’animo di andarsene ed incomincia ad avanzare.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;">da l&#8217;Anello del Re Salomone di Konrad Lorenz</p>
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		<title>Matilda, mi racconti una storia? Le date</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 14:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.bomben</dc:creator>
				<category><![CDATA[news e segnalazioni del laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Per un bambino  la salute dipende in larga misura dalle cure che riceve e soprattutto dalla relazione genitoriale. Ecco perché raccontare fiabe ha uno stretto legame con la sua salute. Nel semplice gesto del raccontare o del leggere il bambino capisce moltissime cose e trova nella fiaba un veicolo espressivo di forte potenza, un mezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><img class="float-left" src="http://www.pordenonefutura.it/dati/news/100.jpg" alt="" />Per un bambino  la salute dipende in larga misura dalle cure che riceve e soprattutto dalla relazione genitoriale. Ecco perché raccontare fiabe ha uno stretto legame con la sua salute. Nel semplice gesto del raccontare o del leggere il bambino capisce moltissime cose e trova nella fiaba un veicolo espressivo di forte potenza, un mezzo per esprimere il suo mondo interiore e aprire la porta all&#8217;immaginazione ed al simbolico.</p>
<p>Proprio perché  la finalità è quella di favorire l&#8217;abitudine a leggere o raccontare storie ai propri figli, i lettori sono persone che pur essendo state preparate da uno staff di attori, non sono specialisti. Si ritiene importantissimo infatti, far uscire la fiaba dal ruolo di &#8220;teatro&#8221; che ha assunto ultimamente, o di scuola. Proprio per restituire ai genitori il loro statuto culturale di trasmettitori della parola e del simbolico, i lettori non sono &#8220;esperti&#8221;.</p>
<p>In collaborazione con l&#8217;Associazione Centro della salute del bambino e coordinati da Daniela Dose, gli incontri sono aperti ai bambini dai 4 ani 9 anni e sono gratuiti.</p>
<p><a href="http://www.comune.pordenone.it/comune/strutture/biblioteca/attivita/matilda-2009-ott-dic.pdf"><img title="likami libere parole" src="/images/post/visita.gif" alt="" width="48" height="52" /></a>Scaricate <a href="http://www.comune.pordenone.it/comune/strutture/biblioteca/attivita/matilda-2009-ott-dic.pdf">qui</a> gli orari dei prossimi incontri</p>
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